uruknet.info
  اوروكنت.إنفو
     
    informazione dal medio oriente
    information from middle east
    المعلومات من الشرق الأوسط

[ home page] | [ tutte le notizie/all news ] | [ download banner] | [ ultimo aggiornamento/last update 28/08/2019 00:45 ] 8182


english italiano

  [ Subscribe our newsletter!   -   Iscriviti alla nostra newsletter! ]  




[8182]



Uruknet on Alexa


End Gaza Siege
End Gaza Siege

>

:: Segnala Uruknet agli amici. Clicka qui.
:: Invite your friends to Uruknet. Click here.




:: Segnalaci un articolo
:: Tell us of an article






Le miserabili menzogne di Maurizio Blondet e Fabio De Fina contro uruknet ...
... e l'"inevitabile" guerra contro l'Iran.

Paola Pisi

due-diffamatori.jpg

I due diffamatori: Fabio De Fina (sinistra) e Maurizio Blondet (destra)


13 luglio 2008

1. L'inevitabile guerra contro l'Iran. 

Riprendiamo dopo mesi l'aggiornamento della versione italiana di uruknet; prima, ci era stato impossibile per una lunga serie di motivi. Pertanto, non avevamo ancora risposto alle ignobili diffamazioni di Fabio de Fina e Maurizio Blondet contro il nostro sito:  sarebbe stato assurdo lasciare come unico articolo in lingua italiana una replica a questi individui e avrebbe anche significato dare loro un peso che davvero non meritano, nonostante il loro largo seguito di lettori (o meglio, di fedeli). Lo facciamo ora.

 Lo spunto delle volgari menzogne della coppia di cui sopra era stato un articolo che avevo scritto per smontare una delle tante bufale che infestano parte della cosiddetta informazione alternativa.  Alcuni mesi fa un blog canadese aveva diffuso per primo la falsa notizia dell’isolamento internazionale dell'Iran da internet e per giorni, in maniera diluviale, i siti "alternativi" si erano riempiti di articoli che gridavano al complotto contro Teheran, al primo passo (il milionesimo "primo passo") della guerra contro l’Iran, per arricchirsi in maniera metastatica di sempre più fantasiosi particolari (si è voluto bloccare la borsa petrolifero iraniana, che distruggerà per sempre il dollaro, e via di scemenza in scemenza). Sarebbe bastato un minuto per controllare se l’Iran era isolato davvero: naturalmente non lo era, le linee internet  funzionavano senza problemi, come hanno confermato le autorità iraniane, perché la Repubblica Islamica dell’Iran utilizza cavi diversi da quelli tranciati.

Era importante? Era emblematico, per due motivi.

Il primo è che la patacca ha potuto attecchire e trovare spazio anche in un’informazione che si vorrebbe seria e antimperialista perché da anni si va avanti a rilanciare il falso scoop, il sensazionalismo, il singolo episodio eclatante, con una ricezione acritica di qualsiasi notizia venga diffusa ad arte, senza alcun controllo sulle fonti: l’importante è che la notizia, vera o falsa che sia, risulti clamorosa e possa essere sfruttata in senso cospirazionistico. E in questo modo molta informazione alternativa diventa, a volte inconsapevolmente,  disinformazione

Il secondo è che la bufala dell’isolamento internet iraniano costituiva l'allora ultimo esempio di una serie di false notizie, presunte rivelazioni che mai si avverano, sedicenti  indiscrezioni in realtà inventate dalla prima  all'ultima parola, che da cinque anni stanno riempiendo  la stampa alternativa (e nell'ultimo anno anche molti media ufficiali), per far credere all'opinione pubblica che Bush (o Israele, o entrambi) stia per scatenare un terrificante attacco, magari atomico, contro l'Iran. Quello della guerra contro l'Iran è stato in grande tema  disinformativo dell'ultimo lustro:  giorno dopo giorno, articolo dopo articolo, incessantemente la dis-informazione alternativa (almeno quella anglofona) ci ha martellato quotidianamente con l'imminente, anzi già iniziato, olocausto nucleare iraniano, tutti a lutto preventivo per il futuro genocidio persiano, e  del tutto indifferenti davanti ai genocidi e alle guerre reali in Iraq e Afghanistan.  Ci sono siti, come il canadese  Globalresearch, che di fatto sono dedicati quasi esclusivamente a sfornare falsi scoop sull'attacco all'Iran: il resto è solo contorno del piatto forte.

Ovviamente, non intendo dire che chiunque ritenga che a breve-medio gli USA (o Israele) attaccheranno l’Iran faccia disinformazione (e tantomeno che la faccia volontariamente): le tensioni USA(e Israele)-Iran sono innegabili e vi è un motivo di reale e grave conflitto fra USA-Israele e la Repubblica islamica dell’Iran. E cioè il nucleare iraniano, che, anche se presumibilmente a scopi civili, doterebbe Teheran di una tecnologia in grado di costruire armi atomiche: ma un'analisi dei dati dovrebbe, appunto, tenere in conto anche di tutti gli altri fattori che rendono quantomeno inverosimile un attacco contro la Persia, prima di tutto il fatto che gli USA hanno consapevolmente consegnato a l’Iraq a un gruppo di politici settari sciiti, importati dagli occupanti in Iraq direttamente da Teheran. Risulta assai difficile pensare che se gli USA avessero pianificato dopo quella irachena una guerra iraniana non avrebbero trovato di meglio che regalare in via preventiva la Mesopotamia a un gruppo di sanguinari seguaci di Khomeini, i quali per di più godono tuttora del sostegno incondizionato di Bush. Inoltre gli USA non hanno sufficienti truppe da mandare in Afghanistan, dove la NATO sta platealmente perdendo la guerra contro la resistenza nazionale guidata dal Mullah Mohammad Omar: con quali soldati invaderebbero l'Iran? Il problema tecnico  secondo me è secondario, perché in ogni caso manca qualsiasi volontà da parte USA di attaccare la Persia,  ma chi  invece crede che l'America stia per iniziare una  guerra contro gli ayatollah persiani dovrebbe pure porsi anche un minimo problema sulla fattibilità della stessa. E poi qualcuno crede seriamente che il Congresso voterebbe, durante una campagna elettorale, a favore di una nuova guerra, mentre gli USA ne stanno perdendo un'altra in Afghanistan? Anche un attacco israeliano agli impianti nucleari iraniani sembra, al momento, altamente improbabile:  forse, se, come tutti i sondaggi lasciano prevedere, il Likud vincerà le prossime elezioni nello stato sionista, le possibilità aumenterebbero lievemente, ma pare difficile, se non impossibile, che Israele possa agire, in un campo di tale rilievo, in maniera opposta ai voleri USA.  Aggiungo che  un altro argomento  mostra che una guerra contro l'Iran (o un attacco agli impianti nucleari persiani) è allo stato quasi impossibile. E cioè che se  gli USA e/o  Israele avessero avuto l'intenzione di' attaccare la Persia  lo avrebbero già fatto, e da un pezzo: non avrebbero certo aspettato che l'Iran, anche grazie al gentile dono dell'Iraq da parte degli USA, si rafforzasse, che la corsa al nucleare (a scopi civili, come è probabile, o militari, non importa) procedessero fino a questo punto, e soprattutto che il petrolio, anche grazie a questo chiacchiericcio infernale sulla guerra prossima ventura, arrivasse vicino ai 150 dollari al barile, rendendo a questo punto catastrofico, al di là dell'esito militare, un attacco contro Teheran, viste le immediate e disastrose ripercussioni economiche.  E' chiaro che le cose potranno cambiare in futuro, a causa di eventi attualmente imprevedibili, ma allo stato tutto fa pensare che non vi sarà alcuna altra guerra nel golfo.  E davvero spero di non sbagliarmi.

In ogni caso, la dis-informazione alternativa anglofona non si è posta né questi, né altri interrogativi, appunto perché per cinque interminabili anni si è andati avanti, nel 99% dei casi (percentuale prudente), a battere senza un minuto di respiro il tamburo della guerra contro l’Iran non sulla base di analisi dell'espansione imperialista, o della situazione mediorientale, e spesso senza  neppure specificare i motivi che avrebbero dovuto portare a una guerra, ma fondandosi su presunte rivelazioni anonime di "fonti sicure" – tutte platealmente in contrasto l’una con l’altra, e tutte smentite dai fatti -, su date certe dell’attacco, che venivano sostituite appena quella precedente era superata dal calendario (spesso fatte circolare da Debka file, sito legato al Mossad) e su notizie semplicemente false. Ogni evento è stato letto come l’inizio della guerra che non c’è: Israele bombarda un presunto sito nucleare siriano (che nucleare non era)? E’ ovvio, si prepara a bombardare l’Iran. Un pesante battibecco nel golfo di Hormuz, gonfiato ad arte dal Pentagono, diventa il nuovo Tonchino. All’infinito, senza un attimo di pausa. Appena il precedente "primo passo" della guerra viene dimenticato (solitamente accade in poche ore) o l’ennesima attendibilissima rivelazione anonima ai vari Scott Ritter e Seymour Hersh si rivela non così attendibile, si passa a quella successiva, all’infinito e senza la minima vergogna. Ci è toccato perfino leggere a profusione che un B-52 USA levatosi in volo per errore con un carico nucleare stava andando a bombardare Teheran – dal Dakota e da solo – ed è stato bloccato da una misteriosa "rivolta dei generali" contro Cheney, nota solo a quattro buffoni dei siti  "alternativi", cui è stata rivelata dalle solite attendibilissime fonti anonime. Per quattro anni siamo stati tediati dalla storia della prossima borsa petrolifera iraniana, che avrebbe dovuto - a dispetto di ogni logica economica -  distruggere il dollaro a vantaggio dell'euro e pertanto sarebbe stata l'ennesima causa scatenate della guerra: bene, ora la borsa petrolifera iraniana ha aperto nell'indifferenza del mondo e, nel silenzio imbarazzato degli  stessi disinformatori che per quattro anno avevano urlato a tutti polmoni che la borsa persiana avrebbe segnato insieme la fine del dollaro e l'inizio dell'aggressione USA. In realtà il dollaro ha 10.000 motivi di preoccupazione,  ma fra questi non rientra la borsa dell'isola di Kish, dove per di più le transazioni non avvengono in euro, come giuravano i grandi analisti economici "alternativi",  ma soprattutto  in rial: e forse perfino un Mike Whitney  non riesce ancora a  trovare il coraggio di scrivere che il rial iraniano mette in pericolo la supremazia del dollaro e che qualche anno sarà  la moneta principale delle transazioni internazionali, tanto più che l'Iran è forse l'unico paese al mondo ad avere un'economia ben più disastrata di quella americana

Il problema dei rapporti USA-Iran non viene affrontato con un metodo analitico, bensì divinatorio-oracolare: e chi ci sta vendendo questo veleno da 5  anni viene accolto con un fideismo quasi religioso.  Ultimamente poi si è raggiunto il parossismo: la presidenza Bush sta per finire, e ai mullah non è stato torto neanche un capello.  E allora le rivelazioni, i rumor, le profezie si accavallano in un crescendo wagneriano: Bush bombarderà l'Iran in agosto, me l'ha detto un anonimo; no lo bombarda in novembre, me l'ha detto un altro anonimo più attendibile; no lo bombarda Israele entro la fine dell'anno, l'ha confermato un terzo anonimo, ancora più attendibile degli due altri anonimi. Qualche audace - terrorizzato all'idea che fra qualche mese la pacchia  finisca - mette già le mani avanti: sarà Obama - O B A M A ! - a bombardare l'Iran. 

I  profeti della guerra contro l'Iran possono essere in buona fede? Ovvio che no.  Alcuni lo saranno anche - in particolare i più stupidi e quelli che hanno raggiunto la cordata negli ultimi tempi  - , ma certo non lo può essere chi da 5 anni ci propina false rivelazioni ricevute da inesistenti e sicurissimi informatori anonimi. Certo non lo può essere uno Scott Ritter, che da  almeno tre anni instancabilmente millanta  che fonti  ultra-affidabili - e rigorosamente non menzionabili - gli fornirebbero  indiscrezioni certe, certissime, doc, su inizio e modalità delle guerre persiane, con  profusione di dettagli.  E appena l'ultima vaticinio viene smentito dagli eventi, questo cialtrone parte con la profezia  successiva,  e perfettamente in contraddizione con quella precedente.  Certo non lo può essere Seymour Hersh, che qualche giorno fa ha rivelato l'ennesima "operazione coperta" USA contro l'Iran (aveva cominciato due anni  fa, a inventarsi le operazioni  coperte, e continua monotonamente a ripetere il suo verso, citando  come sempre alcune decine di "fonti anonime",  per di più sempre preso seriamente dai media ufficiali, che si guardano bene dal ricordare le cantonate precedenti del grande giornalista investigativo).  Certo non lo può essere Ray McGovern, prodigo da anni  sui particolari dell'attacco all'Iran, di cui ci ha fornito innumerevoli date e scenari, naturalmente tutti diversi e tutti rivelati da fonti che non possono essere nominate. Certo non possono esserlo i tanti siti dedicati alla guerra che non c'è: possibile che dopo cinque anni che postano senza un attimo di sosta false  indiscrezioni, previsioni tutte sbagliate, oracoli contraddetti dai fatti,  non gli sia  sorto almeno qualche dubbio sulla qualità dei loro "informatori anonimi", se mai per caso esistono? Quello che più sconcerta comunque è la credulità dei loro lettori. E poi qualcuno si meraviglia che la gente creda alle menzogne di Bush.  Naturalmente non sto dicendo che tutti i siti di informazione alternativa  che giorno dopo giorno ci hanno sommerso solo di oracoli sulla guerre persiane e di lodi alla gloria dei mullah di Teheran  siano al servizio di oscuri poteri: la maggior parte lo ha fatto per puro conformismo, per seguire la  corrente,  per ammannire ai lettori quello che questi volevano leggere, senza neppure chiedersi se quanti andavano pubblicando  fosse vero o falso. Il che, forse, è anche peggio. 

In generale però la psy-op sull''attacco all'Iran è un’operazione niente affatto innocente,  motivata da  diverse ragioni, non ultima, evidentemente, la speculazione petrolifera e borsistica. Da quando le false rivelazioni sull'"inevitabile" guerra contro la Persia sono passate dall'informazione alternativa alle prime pagine dei media ufficiali, ad ogni nuovo scoop e ad ogni rivelazione di fonti "che non possono essere nominate" fa seguito un ulteriore aumento del petrolio e un crollo borsistico. Ovviamente, ogni giorno il regime di Teheran getta alcune tonnellate di benzina sul fuoco, minacciando  ritorsioni apocalittiche per bombardamenti che  i mullah sanno benissimo non verranno mai (ovviamente, a meno che non presumiamo che l'Iran sia governato  da pazzi, in senso tecnico, se il governo persiano  temesse davvero  una guerra cercherebbe di allentare la tensione, non di fomentarla in tutti i modi possibili), addirittura arrivando a costruire "centinaia di migliaia" di tombe per i futuri invasori, testando con mega strombazzamenti pubblicitari missili che "possono raggiungere Tel Aviv" e in realtà taroccati col photoshopgiurando di avere centinaia di missili già puntati su "obiettivi predeterminati" e pronti per essere lanciati (sia ben chiaro, l'Iran ha il pieno diritto di sperimentare tutti i missili, veri e photoshoppati, che vuole, ma le dichiarazioni che accompagnano i presunti war games persiani non sono certo fatte per rasserenare il clima),  inventandosi financo  improbabili tentativi di rapimento e  assassinio di Ahmadinejad. Il tutto, mentre i governanti iraniani  mandanoappunto in giro per il mondo immagini malamente alterate digitalmente dei loro invincibili armamenti.  Naturalmente lo scopo iraniano  non è certo quello di terrorizzare l'Occidente per la presunta capacità distruttiva dei missili grossolanamente creati al computer e "già puntati" contro grandi e piccoli Satana o con l'arma segreta persiana, il photoshop, ma di far credere che un attacco USA-Israele all'Iran sia probabile e così alimentare costantemente la tensione, al fine di creare all'interno del paese un clima di assedio che possa far diminuire l'impatto della catastrofe economica iraniana, e da un lato ricompattare il paese, dall'altro creare una nuova scusa per l'aumento della repressione contro qualsiasi potenziale vero o presunto oppositore. Soprattutto, l'Iran sa perfettamente che la sfida verbale con USA e Israele ne accresce di minuto in minuto  popolarità e prestigio in quel mondo arabo che costituisce il reale oggetto delle sue mire egemoniche.  Nel contempo,  la propaganda persiana serve ad alzare  il prezzo del petrolio, far crollare ulteriormente le borse, determinando per questi motivi - e non certo per la paura delle ritorsioni e/o minacce belliche del photoshop persiano -  un vero e proprio panico nel Grande Satana e nei suoi alleati. Con il conseguente effetto di poter alzare il prezzo in future trattative USA-Iran  nel dopo-Bush.  A questo punto è ovvio che gli abitanti degli USA preferirebbero qualsiasi soluzione a favore dell'Iran che un petrolio a 200 dollari al barile (per arrivare al quale non c'è bisogno di alcuna guerra: basta che l'Iran e i battitori occidentali dei tamburi bellici continuino a far credere che la guerra  è dietro l'angolo).  Che l'Iran faccia i propri interessi, e lo faccia nel modo più sfacciato, nulla di male: che l'economia mondiale riceva il colpo di grazia da questa indecente psy-op non può, e non deve, preoccupare il regime dei mullah, tanto più che la loro, di economie,  non ha davvero più nulla da perdere. Infinitamente più esecrabile è che invece continuino a spargere menzogne su un imminente attacco contro la Persia sedicenti giornalisti occidentali, senza i quali tutta la  minacciosa e vagamente clownesca propaganda  iraniana avrebbe il peso che dovrebbe avere, e cioè zero.  Naturalmente  ad alimentare la psy-op delle guerre persiane da parte dei media ufficiali occidentali  vi è anche parecchio altro oltre alla speculazione petrolifera (rassicurare  gli alleati arabi degli USA, prima di tutto i sempre più inviperiti sauditi, che Bush sta facendo qualcosa per bloccare l'egemonia iraniana in Medio Oriente, dopo averla determinata; far dimenticare agli elettori che gli USA hanno fatto una guerre genocida per consegnare di fatto l'Iraq all'Iran, sostituendo un regime laico con una teocrazia sciita filo-khomeinista; esercitare pressioni sull'Iran perché fermi il progetto nucleare; presumibilmente anche spianare la via a un futuro accordo fra i prossimi presidenti degli USA e dell'Iran - con ogni verosimiglianza Obama e Larijani -, accordo che dovrà apparire agli occhi degli americani come il male minore rispetto al collasso economico che farebbe seguito a una nuova guerra in aree petrolifere, e parecchio altro). 

Per quanto riguarda però i siti e i movimenti  cosiddetti contro la guerra e la dis-informazione alternativa,  che certo non hanno il potere di provocare scossoni borsistici,  i motivi di questi cinque anni di maniacale propaganda sulla guerra contro l'Iran sono altri, e spesso anche più ignobili. Certamente le migliaia e migliaia di articoli pubblicati dai media "alternativi" hanno avuto anche l'ovvia funzione di preparare la strada  al lancio della "notizia" della possibile  nuova guerra  sulla stampa ufficiale: ma una delle  ragioni  di questo fanatico martellamento di tamburi da parte di chi teoricamente dovrebbe denunciare i crimini VERI dell'imperialismo,  è che la ipotetica guerra contro l'Iran è servita perfettamente allo scopo di far dimenticare e passare sotto silenzio le guerre, i massacri e i genocidi reali . Come ha detto più volte Scott Ritter, fra l'entusiasmo dei buffoni "anti-war" e dei siti alternativi, la guerra contro l'Iraq è "un evento minore" se comparata alle future guerre persiane.  Quando ha cominciato a dirlo, i morti iracheni erano 100.000, ora sono ben più di un milione. Cui si aggiungono milioni di feriti, mutilati, orfani, e quasi cinque milioni di profughi.  Cosa volete che siano?  niente, "un evento minore", una quisquiglia rispetto ai futuri morti iraniani. Di quelli, e di quelli soltanto, dobbiamo preoccuparci, per quelli dobbiamo piangere, lamentarci come prefiche, indignarci, indire manifestazioni: i morti iracheni - per non parlare di quelli afghani -  possono tranquillamente andare all'inferno, insieme con i rifugiati alla disperazione, alle bambine costrette a prostituirsi, ai  bambini torturati. L'Iraq - come ha scritto Ritter - dovrà aspettare: ora dobbiamo occuparci delle cose serie, dell'Iran. E questo sconcio è stato pubblicato praticamente da tutti i siti contro la guerra  e di "sinistra", come se non sapessero che nessun movimento contro la guerra e tantomeno i  siti "alternativi" hanno mai fermato alcuna impresa bellica: l'unico scopo che ci si può seriamente prefiggere è quello di fare informazione, di far conoscere alla gente quello che succede davvero. E invece si  proclama, senza alcun pudore, che l'informazione sulla realtà deve scomparire per cedere il passo ai vaticini su un improbabile futuro. E naturalmente non lo si è solo detto, ma lo si è anche fatto: ormai una metà (stima prudentissima) degli articoli  pubblicati dall'"informazione alternativa" ha un unico maniacale argomento: "domani gli USA, o Israele, o tutti e due, attaccheranno l'Iran", con annessa descrizione di conseguenze catastrofiche. Anzi, attualmente, ad essere gettonatissimi  sono proprio gli scenari apocalittici che faranno seguito ai bombardamenti che non ci saranno.  Le guerre e i crimini  veri? scomparsi completamente. Qualche lieve sussulto si ha solo nel caso di attacchi USA contro sadristi: in questo caso, perfino i siti alternativi deplorano, forse perché i seguaci di Sadr  ricevono una qualche luce riflessa dalla casa madre persiana: altrimenti, silenzio plumbeo. Gli USA possono massacrare, distruggere, torturare uomini donne e bambini in Iraq e Afghanistan, e non una parola, men che mai  una anche timida protesta, da parte degli attivisti anti-war: mica si può star dietro a tutto, e le lacrime sono già state versate tutte per i morti virtuali iraniani. Per quelli reali non ne è rimasta neanche una.  Premesso che ovviamente mi opporrei in ogni modo possibile ad una guerra contro l'Iran (e contro qualsiasi altro paese), mi pare evidente che oscurare i genocidi e le guerre  in atto per occuparsi in modo esclusivo e parossistico solo di improbabili eventi futuri non possa che fare il gioco dell' imperialismo. Come se durante la guerra in Vietnam i movimenti anti-war avessero urlato per anni: "Chissenefrega del Vietnam! Gli USA presto  bombarderanno le isole Tonga, ce l'hanno detto gli anonimi: questo è quello che conta, altro che il Vietnam! I vietnamiti crepano? Pazienza, tanto mica sono immortali, pensiamo piuttosto ai poveri tonghesi che verranno inceneriti, che tragedia!".  

Come conseguenza di questo quinquennale incessante frastuono sulla imminente guerra contro l'Iran, il regime di Teheran è stato promosso a campione del progresso e dell'antimperialismo. Le sedicenti sinistre (in tutti i sensi) idolatrano la teocrazia persiana, i professionisti dei cosiddetti movimenti contro la guerra sono sdraiati ai piedi di Ahamdinejad e Khamenei, ogni notizia che potrebbe apparire anche lievemente critica nei confronti dei mullah viene pubblicata dai siti alternativi con a fianco la scritta: "war pimp alert": se non esalta la grandezza dei teocrati di Teheran deve essere falsa per forza. Nel contempo, una delle principali fonti di un'informazione che davvero non aveva bisogno di ulteriori disgrazie è diventato il sito di propaganda iraniano Press TV,  che mediamente pubblica una notizia attendibile su tre (ma chissà perché ad essere ripostate all'infinito sono le altre due). E  non sto parlando solo dei movimenti anti-guerra britannici, tipo Socialist Worker o Stop the war, che ha vietato ogni anche blanda critica al regime iraniano (come è noto, Stop the war ha espulso i movimenti   antimperialisti e di sinistra contro la guerra all'Iran,  perché critici  nei confronti della teocrazia  khomeinista) o a un uomo davvero per tutte le stagioni - piene e mezze - come  George Galloway, che di  fatto difende la pubblica impiccagione di adolescenti gay nelle piazze persiane, ma anche della cosiddetta sinistra USA, anche se sicuramente meno esaltata rispetto al fanatismo khomeinista dei colleghi inglesi. La logica sottesa è più o meno questa: dato che gli imperialisti USA bombarderanno l'Iran,  il regime di Teheran è un bastione dell'antimperialismo, e se qualcuno osa balbettare che lapidazione di adulteri, impiccagione di  bloggers , gaybevitori di alcoolcarcere e nerbate per aver portato a spasso un cane, animale impuro,  forse sono un tantinello eccessive, sicuramente  è un servo di Bush. 

Chissà perché la regola aurea secondo cui i – veri o presunti (in particolare i presunti) - avversari degli USA devono essere al di sopra di ogni critica, pena l’essere tacciati di filo-imperialismo dal magnifico movimento antiwar,  non ha funzionato in  solo due casi, quando invece i governi di due paesi avversi agli USA sono stati oggetto di una campagna demonizzante da parte degli stessi attivisti anti-guerra, e cioè l’Iraq e l’Afghanistan. Precisamente gli unici due paesi davvero aggrediti dagli USA: sia ben chiaro, è solo una coincidenza, mai mi permetterei di pensare che la stragrande maggioranza del  movimento antiwar sia una  quinta colonna dell’imperialismo. Anzi, in assoluta e totale buona fede,  i signori "anti-war" si sono prodotti in una riscrittura della storia, cancellando con un tratto di penna gli aiuti di Israele all'Iran durante la guerra con l'Iraq e l'intero Iran-Contra, e inventandosi un Saddam servo degli USA, che avrebbe attaccato la Persia per ordine di Washington: la dimostrazione che il presidente iracheno era un fantoccio della CIA sarebbe  una foto di Saddam che stringe la mano e Rumsfeld, invece di sputargli in faccia come si usa in queste occasioni, foto che ripostata all'infinito dai magnifici media alternativi ha preso il posto di prove altrimenti inesistenti.  Dunque, secondo questa ignobile propaganda, prezzolata a monte e deficiente a valle,  gli USA avrebbero da sempre voluto attaccare l'Iran, prima usando Saddam e fra poco (fra poco da 5 anni) direttamente. Che nel frattempo abbiano attaccato l'Iraq e l'Afghanistan  - e cioè proprio i peggiori nemici di Teheran -, importato direttamente dall'Iran i settari pupazzi  messi al potere a Baghdad, avallato e promosso  in Iraq la pulizia etnica di chiunque - sunnita, cristiano e sciita - si opponesse all'egemonia persiana, e alla fine consegnato il loro "alleato" Saddam ai pupazzi filo-persiani perché venisse linciato dal Mahdi army e da Moqtada al Sadr in persona, alla presenza del Gran Cerimoniere, l'ambasciatore iraniano, e molto altro, sono dettagli che non devono neppure essere presi in considerazione.  Gli USA hanno sempre voluto attaccare Teheran,  grande bastione antimperialista, e ora lo faranno. I fatti, compagni, non contano. 

Onde evitare fraintendimenti, ripeto che sono assolutamente contraria non solo a qualsiasi tipo di azione aggressiva nei confronto dell'Iran (e di ogni altro paese), ma anche ad eventuali tentativi da parte di stati stranieri di ottenere un cambiamento di regime in Iran: e questo non perché la reazionaria teocrazia khomeinista mi piaccia - non mi piace proprio per niente - ma perché l'unica cosa ancora peggiore del khomeinismo sarebbe un governo apertamente filo-USA. E in ogni caso i paesi occidentali non hanno alcuna legittimità né politica né morale per criticare chicchessia, figuriamoci per provocare sconquassi politici:  devono essere le forze progressiste e antimperialiste iraniane a liberare l'Iran dal giogo teocratico. Semplicemente, non credo che nessuno, in Occidente, voglia né bombardare la Persia, né cercare di destituire il regime degli ayatollah.  

Precisato questo, va detto a chiare lettere che, a differenza di quanto sostengono alcune allegre sinistre, l'Iran non è un paese antimperialista. Non basta fare sgangherati proclami verbali contro gli USA e contro Israele per essere antimperialisti: altrimenti, con questo criterio, anche Forza Nuova e Roberto Fiore (non a caso grandi amici del governo di Teheran) sarebbero campioni del progresso. L'Iran è un paese capitalista,  dove qualsiasi forza progressista e di sinistra e i  movimenti dei lavoratori  sono soggetti ad una feroce repressione. Oltretutto il regime iraniano sta portando avanti un programma di privatizzazioni che davvero solo Chossudovsky può presentare, in un articolo ai confini della realtà e oltre,  come uno schiaffo all'imperialismo e al capitalismo (naturalmente, come sanno anche i sassi, in qualsiasi altro paese del mondo accade il perfetto contrario, e le privatizzazioni favoriscono il più sconcio capitalismo, specie se, come in Iran, aprono a multinazionali straniere. Ma in Persia succede così: prima si guarda cosa fanno i mullah, poi ci si industria disperatamente a mostrare che come sempre hanno agito per il meglio). Soprattutto l'Iran ha attivamente aiutato le criminali guerre di aggressione USA contro   l'Afghanistan e contro l'Iraq. L'Iran ha collaborato con gli USA nel  produrre falsa documentazione sulle inesistenti armi di distruzione di massa irachene, non solo grazie al doppio agente Iran/CIA Ahmed Chalabi -   grande amico di un altro idolo delle sinistre nostrane, il genocida Moqtada al Sadr, e attualmente, come il compare, in visita presso la casa madre persiana -, ma anche aiutando galantuomini come Michael Leeden a costruire falsi dossier contro l'Iraq, con la gentile collaborazione del SISMI (naturalmente  ora gli USA pretendono di essere stati "ingannati" dagli agenti iraniani che li volevano spingere verso la guerra contro Saddam, una delle tante pietose menzogne dell'amministrazione Bush).  Le Badr brigades,  create e addestrate dall'Iran, sono rientrate in Iraq con i carri armati USA, e hanno iniziato immediatamente un'opera di massacro e pulizia etnica, in stretta collaborazione con gli occupanti USA. Tutte le milizie filo-iraniane, braccio armato dei vari partiti del governo fantoccio filo-khomeinista installato dagli americani, non solo hanno combattuto attivamente contro la resistenza irachena, ma hanno provveduto a ripulire l'Iraq di chiunque fosse sospettato della pur vaga simpatia per la resistenza (oltre che di sunniti, cristiani, sciiti laici, palestinesi, donne senza velo o con velo non sufficientemente pesante,  gay, barbieri, rom, venditori d'alcool, e sicuramente dimentico qualche altra categoria), ovviamente non solo nella più totale  impunità, ma con la a volte tacita a volte attiva collaborazione degli USA. L'Iran sostiene con tutte le sue forze sia in Iran che in Afghanistan i governi fantoccio messi al potere dagli USA e naturalmente osteggia le resistenze nazionali ("terroristi", secondo Teheran) in entrambi i paesi.

E qui arriviamo a un'altra delle conseguenze (casuali, per carità) della forsennata campagna quinquennale sulla "inevitabile, imminente, anzi già cominciata" guerra contro l'Iran, e cioè togliere quel barlume di supporto che qualcuno ancora dava alla resistenza irachena (per quanto riguarda quella afghana il problema non si è mai posto: i paladini della libertà occidentali hanno sempre osteggiato la lotta di liberazione del popolo afghano). Visto che il regime iraniano bolla la resistenza irachena come "terroristi saddamiti"  (salvo poi definire "resistenza" gli squadroni della morte di Moqtada al-Sadr, ora apparentemente caduto in disgrazia), e che la resistenza irachena si  ostina da sempre a parlare di una doppia occupazione del paese, USA-Iran, vorrà dire che la resistenza sbaglia, pare chiaro. Perfino Maliki, Hakim e gli altri fantocci importati dagli USA hanno goduto  presso la stampa alternativa di una qualche luce riflessa dallo splendente sole persiano che li illuminava.

 E' chiaro che non sto dicendo che USA e Iran siano alleati, e che alla sera Bush e Ahmadinejad si telefonino e, dopo essersi scambiati effusioni amorose verbali, dicano: "Hai visto, amore mio, li abbiamo fatti fessi tutti anche oggi!". Tutt'altro. Si tratta di una convergenza di interessi: l'Iran ha aiutato gli USA a preparare e a compiere le proprie guerre genocide  perché queste facevano anche l'interesse persiano. Ma il risultato non cambia: e i paesi antimperialisti queste cose non le fanno. Qualcuno mi può gentilmente spiegare perché sarebbe antimperialista la politica iraniana? Perché  - dopo la totale distruzione dell'Iraq - ora  ci sono tensioni con gli USA nella spartizione del bottino iracheno, e sia americani che persiani stanno tentando di strattonare il criminale "governo" iracheno, davvero servo di due padroni? Perché l'Iran vuole arricchire l'uranio a scopi civili e gli USA sospettano (o dicono di sospettare) che non siano civili affatto? Ovviamente l'Iran ha tutto il diritto di costruire centrali nucleari, ma non riesco a capire perché i medesimi soggetti politici sostengano che l'energia nucleare sia più o meno demoniaca se prodotta in occidente e angelica se prodotta in Iran, paese che peraltro naviga su un mare di petrolio. Ripeto, la volontà iraniana di dotarsi di centrali nucleari è pienamente legittima, ma non vi è nulla di antimperialista in una centrale nucleare (e neanche in un eventuale bomba atomica). 

Oltre ai continui minacciosi proclami contro Grandi e Piccoli Satana,  con tutta la buona volontà del mondo si può citare solo l'aiuto economico dato dall'Iran a Hamas (quello militare è stato più volte smentito dallo stesso Hamas, quindi sospendo il giudizio), questo sicuramente autentico. Certo ci si può interrogare quanto tale aiuto sia dovuto ad un reale amore per la causa palestinese e non al desiderio da parte dell'Iran di promuovere il proprio ruolo di  unico nemico del sionismo e di avere un altro alleato nel tentativo di stabilire un'egemonia mediorientale: l'amore dell'Iran per i palestinesi parrebbe, così a occhio, smentito dallo sterminio dei palestinesi in Iraq da parte delle milizie filoiraniane (con tanto di esplicita faida) [1]. E non si dica che i palestinesi in Iraq sono stati torturati e massacrati non in quanto palestinesi, ma  perché precedentemente protetti dal governo di Saddam Hussein: questo lo so da me, ma li hanno torturati e massacrati ugualmente, uomini, donne e bambini, nell'assordante silenzio di tutti i paladini della causa palestinese. Un palestinese morto conta solo se lo uccidono gli israeliani: se invece hanno il cattivo gusto di farsi trucidare dai "buoni", che i palestinesi crepino pure. E comunque i soldi dati ad Hamas non bastano di sicuro a rendere l'Iran un baluardo antimperialista. Aiuti economici alla Palestina, Hamas compreso, li ha sempre dati anche l'Arabia saudita, ma certo nessuno si è giustamente sognato per questo di dire che la reazionaria monarchia saudita era un baluardo contro l'imperialismo. 

In realtà, a provare che l'Iran sarebbe una grande potenza antimperialista, a dispetto di qualsiasi dato e di qualsiasi seria analisi, è appunto autoreferenzialmente proprio la guerra che Bush vorrebbe, secondo la propaganda anti-war, muovere all'Iran: prima di grida a squarciagola che gli USA (e/o Israele) bombarderanno domani i mullah, e poi si dice che per questo motivo i mullah sono i campioni della libertà. Naturalmente, questa logica perversa ha portato a sottrarre qualsiasi supporto alle reali forze antimperialiste del mondo medio e centro-orientale (non solo  ai movimenti nazionali di resistenza afghano e iracheno, ma anche alle sinistre arabe, per non parlare di quelle iraniane, addirittura espulse dai movimenti anti-war perché si permettevano di criticare la teocrazia di Teheran).  E quel che è peggio è che questa apparentemente necessaria divisione in due dello schieramento politico e ideologico -  o con i khomeinisti o con i sionisti, tertium non datur - ormai si riflette tragicamente anche sul mondo arabo,  dove, una volta distrutto l'ultimo bastione del socialismo arabo, l'Iraq baathista,  pare non ci sia alternativa fra  Teheran e i suoi satelliti da una parte o  USA e Israele dall'altra, cancellando così qualsiasi progetto di un autentica lotta di liberazione dal modo arabo. L'unica scelta possibile (a tutti i livelli, informativo compreso: ormai Aljazeera è filoiraniana e Alarabiya filo-USA) sembra essere fra due blocchi entrambi reazionari ed entrambi desiderosi di sottomettere alla propria egemonia regionale i paesi arabi. Ovviamente l'imperialismo sionista USA/Israele è infinitamente peggiore, più potente e più pericoloso del tentativo espansionista iraniano, ma questo non migliora di una virgola la qualità del regime khomeinista, tanto più che a essere meno peggio degli USA e di Israele ci vuole davvero poco. E soprattutto si tratta di un'alternativa falsa, perché nell'opposizione fra USA e Iran non vi è nulla di strutturale, come la collaborazione fra i due paesi nelle guerre di aggressione contro Afghanistan e Iraq ha ampiamente mostrato. Fra paesi capitalisti e reazionari un accordo si può sempre trovare, e con ogni probabilità, dopo le presidenze di Bush e Ahmadinejad si troverà, ovviamente sulla pelle del mondo arabo, probabilmente Palestina compresa (naturalmente, se e quando un qualche accordo USA-Iran si farà, i profeti della guerra prossima ventura non diranno mai che si erano sbagliati, Dio scampi:  ci assicureranno che alla fine gli USA e Israele  si sono dovuti piegare davanti alle invincibili  armi photoshoppate dell'Iran, che, come Ahmadinejad ci assicura, è la prima superpotenza del mondo). E senza un lustro di propaganda sulla guerre persiane prossime venture, con annessa continua glorificazione della teocrazia di Teheran, tutto ciò sarebbe stato evidente anche un cieco, se si fosse guardato ai fatti e non alle profezie disinformative sparse ad arte. 

In questo, arrivando finalmente ai due signori che sanno rispondere solo con la menzogna, Blondet e De Fina (effedieffe)  hanno giocato, in Italia, un ruolo chiave. Ho contato gli articoli di Blondet che profetizzavano la imminente guerra contro l’Iran pubblicati su effedieffe a partire dal 2004: sono almeno 89  (ottantanove), e sicuramente me ne è sfuggito qualcuno (a questi si devono aggiungere altri analoghi vaticini sulla guerra contro l'Iran postati da effedieffe ma non a firma di Blondet.  Invito i lettori a dare un'occhiata alla nota:  l'effetto comico della lettura in sequela degli oracoli  blondettiani e delle, chiamiamole così,  imprecisioni di cui sono infarciti, è davvero irresistibile  [2]. Schema tipo: "domani ci sarà un attentato peggiore dell’11 settembre, ordito da Bush e dagli "ebrei", e subito dopo l’incenerimento nucleare dell’Iran". E del resto l''atteggiamento di effedieffe e Blondet nei confronti del regime iraniano è più o meno simile a quello delle Brigate giallorosse nei confronti della Roma; adesso i nostri si stanno perfino inventando che sarebbero stati i media occidentali e non l'Iran a taroccare le foto dei missili e dire che questi avevano 2000 Km di gittata.  Il perché Effedieffe e Blondet lo facciano (magari soprattutto per vendere) non ha neppure una così grande importanza; loro dicono che lo fanno per combattere l’Anticristo  e far trionfare il regno di Dio, che, se ho ben capito, verrebbe favorito -  oltre dalla diffusione di falsi oracoli su attentati catastrofici e guerre nucleari e inni alla grandezza del regime khomeinista -  dall’acquisto dei libri della casa editrice effedieffe (saranno indulgenziati, chissà) [3].

Nucleo strutturale delle tesi di Blondet ed effedieffe è  l'idea di  un  complotto bimilennario delle le forze ebraiche del male contro quelle del bene (quest’ultime attualmente incarnate parrebbe da Ahmadinejad, Obama e   Putin, e fino a non molto tempo fa da Berlusconi, e ora da Beppe Grillo).  Quello che troviamo si effedieffe è  infatti un implacabile antiebraismo (sia chiaro, per effedieffe i nemici non sono Israele o sionisti, ma "gli ebrei", colpevoli di ogni male del mondo [4]),  l'esaltazione del fanatismo religioso khomenista (e cioè di uno dei regimi più reazionari e ferocemente repressivi del pianeta) e  la strenua difesa di Putin in nome di un  "destino" [DESTINO] russo-europeo: il tutto più o meno mascherato sotto la veste di un  improbabile cattolicesimo ultratradizionalista (mi sia lecito dubitare dei reali sentimenti  cristiani di chi - come  Blondet ed effedieffe  - fa un tifo da stadio per il regime iraniano, che sta votando la pena di morte irrevocabile per "apostasia", e cioè per la conversione al cristianesimo o a religioni diverse dall'Islam, pena di morte peraltro già applicata in passato ai convertiti, ma non regolata con chiarezza dalla legge.  Preciso che chi viene ucciso per la fede secondo il cattolicesimo -  progressista  o tradizionalista che sia - è tecnicamente un martire:  per quante diverse e a volte bizzarre possano essere le variegate posizioni cristiane, questa sarebbe davvero la prima volta nella storia che cattolici, per di più tradizionalisti, mostrano un entusiasmo  inarrestabile per i martirizzatori e indifferenza e disprezzo per i martiri). E' difficile perfino immaginare una posizione più reazionaria. 

Del resto Blondet certo non pretende di essere antimperialista: difende perfino il criminale di guerra  Kissinger : "Brzezinski, come Kissinger, è uno stratega politico che, giustamente, si preoccupa del destino della propria nazione e ne ricerca la prosperità, anche se a volte con metodi discutibili" (qualche genocidiuccio, che vuoi che sia) e  attacca i neoconservatori solo perché "asserviti alla destra israeliana" (e dunque agli odiati ebrei). L'imperialismo americano va benissimo, purché  persegua gli  interessi nazionali USA: andrebbe però bilanciato da un imperialismo russo-europeo (o euroasiatico).  Né si può dire che effedieffe e Blondet facciano davvero molto per mascherare le proprie idee, a parte le sgangherate dichiarazioni ultra-cattoliche, che affiorano fra un peana e l'altro ai persecutori di chi si converte al cristianesimo: Blondet è  perfino arrivato ad esaltare la bellezza e l'"orgoglio ariano" delle donne dell'Iran (etimologicamente: "la terra degli arii"), rispetto alla squallida e meschina bruttezza semita di quelle "arabe e beduine" (comunque, parrebbe di capire anche queste un po' meno peggio delle "negre", specie se prostitute, dotate tutt'al più, ci spiegano effedieffe e Blondet, di "una piccola mente quasi animalesca").  . 

Naturalmente, nulla di strano nella posizione ultra-filoiraniana di Blondet ed effedieffe, così come non vi è nulla di strano nel fatto che il leader del movimento di estrema destra Roberto Fiore abbia avuto un invito speciale dall'ambasciata iraniana e abbia  potuto stringere la sacra mano di Ahmadinejad (anche Fiore si professa contemporaneamente ultra-cattolico ed estimatore di chi mette a morte i convertiti, come se le due cose fossero compatibili). Lasciando perdere la maschera cristiana  di Blondet, De Fina e Fiore, molto infatti accomuna il regime iraniano e l'ultradestra alla Forza Nuova ed effedieffe, sia nel campo della politica estera (l'Iran, al pari delle estrema destra nostrana, vuole bilanciare, e non certo eliminare, l'imperialismo USA con un proprio imperialismo medioorientale)  sia in quella interna (una feroce teocrazia  capitalista, con conseguente persecuzione delle sinistre, dei gay, dei sindacalisti, violazione dei diritti femminili, etc.). E poi c'è il comune folclore, come la  ridicolizzazione e/o minimizzazione dello sterminio nazista degli ebrei e un cospirazionsimo caricaturale su tutto e su tutti. E, ovviamente, l'uso dell'oltranzismo religioso - cattolico o islamico sciita non importa - come strumento di potere e di repressione (anche se sarei  propensa a credere che la fede islamica dei  teocrati di Teheran sia più sincera di quanto lo sia il cattolicesimo di chi sbeffeggia la presunta laidezza fisica delle "inferiori" donne semite, come, ad esempio, la Madre di Cristo).Bisogna però dire che  le tesi del regime iraniano sono sicuramente  meno peggiori di quelle di Blondet ed effedieffe:  gli ayatollah accusano Israele, non gli "ebrei" come invece fa Blondet, e Khomeini correttamente considerava il "piccolo Satana" Israele - che peraltro lo riempiva di armi per combattere l'altro "piccolo satana" Saddam Hussein -  come uno strumento del "grande Satana" USA, e non viceversa, e di "orgoglio ariano" i mullah non parlano di sicuro, se non al altro per rispetto al Profeta Muhammad, che "ariano" certo non era  (quel rispetto che i cattolicissimi Blondet ed effedieffe invece non mostrano per il semita Gesù Cristo). 

Come che sia, quello che sgomenta è che le tesi di questa gente trovino un enorme spazio anche in un'informazione che vorrebbe essere antimperialista e di sinistra,  quasi  antimperialismo significasse accusare gli "ebrei" di tutti i mali del mondo, esaltare la presunta superiorità fisica e l'orgoglio" degli "ariani", e vagheggiare un impero euroasiatico che bilanci quello USA. Con questo critierio anche Hitler sarebbe stato antimperialista, visto che ha combattuto una guerra contro gli USA e pare non avesse soverchie simpatie per gli ebrei (sia chiaro, non voglio certo accostare Blondet a Hitler: sarebbe, per motivi diversi, offensivo per entrambi).  In realtà,  i motivi  che  portano una sinistra locale impazzita a promuovere  le tesi di un'estrema destra alla Blondet-effedieffe sono per molti versi simili a quelle cha  hanno indotto quella internazionale (almeno quella ciecamente in buona fede) a sposare senza riserve la causa khomeinista:  e cioè aver confuso l'antimperialismo con una generica opposizione agli USA e a Israele, fatta in nome di che cosa non importa.  Non è del resto solo la presunta sinistra italiana a  diffondere tesi ultra-reazionarie come quelle di Blondet ed effedieffe; sempre più, in quella anglofona, articoli di supremazionisti bianchi vengono accolte senza alcun problema, perché avversano fortemente Bush e sopratutto Israele e gli "ebrei", e ormai ci tocca leggere su un informazione che dovrebbe essere progressista che Ron Paul  è un combattente per la libertà e forse il nuovo Che Guevara.  Il tutto  naturalmente è stato agevolato da una interpretazione  della Lobby Israeliana di John Mearsheimer and Stephen Walt (volume condivisibile, per carità, ma che in fondo non dice molto di nuovo) come se fosse la riedizione riveduta e corretta dei Protocolli dei Savi anziani di Sion e sostenesse che un gruppo di malvagi ebrei domina il mondo. Il che non solo ha completamente esonerato da qualsiasi reale analisi dell'imperialismo e delle sue dinamiche, sionismo compreso, ma ha fatto sì addirittura che una ex-sinistra (non saprei come altrimenti definirla) sia  arrivata ad attaccare la Lobby in nome degli "interessi nazionali" USA: in nome, cioè dell'imperialismo puro e semplice. In tal modo ogni azione USA, presente e futura, viene fatta dipendere dalla onnipotente Lobby che asservirebbe l'America, rendendo futile ogni questione razionale e vana ogni obiezione.  Nel caso specifico, gli USA, dicono i vari profeti della guerra, attaccheranno l'Iran perché lo vuole la Lobby.  E perché mai la Lobby dovrebbe volerlo, visto che poi secondo gli stessi battitori di tamburi di guerra il regime di Teheran, non desidera assolutamente dotarsi di armi atomiche ed è più pacifista di Gandhi, e se lo sanno loro lo saprà anche il Mossad? Qui la risposta di Scott Ritter e compagnia è un po' meno esplicita, ma leggendo fra le righe si comprende che implicitamente è la stessa che apertamente danno Blondet e effedieffe: la Lobby vuole la guerra perché sono "evil Jews". La teoria lobbicentrica azzera  ogni tentativo di razionalizzazione degli eventi e delle cause, e diviene una spiegazione per tutto il male del mondo, specie per quello ipotetico e futuro (oggi la guerra all'Iran, domani qualche cosa d'altro). In questo desolato e desolante panorama il successo di Blondet ed effedieffe presso ambienti che dovrebbero essere antimperialisti più che la causa sembra essere il sintomo di un cancro morale e politico forse ormai irreversibile. 

Dunque, all'inzio di  febbraio di quest'anno la Lobby ne aveva fatta un'altra delle sue: aveva tagliato i cavi internet dell'Iran, per preparare il bombardamento da lì a giorni. Era vero? Naturalmente era falsissimo: l'Iran non era stato neppure sfiorato dal black out internet che aveva investito il Medio oriente e l'India, perché usava collegamenti diversi da quelli tranciati. E il governo iraniano aveva confermato che internet in Persia funzionava perfettamente. Ma per la prima volta nella storia l'informazione alternativa non aveva creduto all'adorata Press TV e si è inventata di sana pianta la storia dell'isolamento internet iraniano, ennesimo primo passo della guerra contro la Persia. E per giorni e giorni i siti alternativi si sono riempiti di idiozie sui mullah tagliati fuori dal mondo, sull'attacco in atto e quant'altro (poi, si sono dimenticati tutto,  loro e i  loro creduli lettori, e sono passati al primo passo successivo).  E così, avevo scritto un articolo sull'argomento, citando in due righe anche Blondet, che ovviamente si era precipitato sulla grossolana e ghiotta bufala e l'aveva rilanciata con annesse cospirazioni varie. 

2. Uruknet. Contro l’Iran a fianco di Bush e Olmert? 

Blondet si è arrabbiato moltissimo, e allora ha fatto quello che evidentemente gli riesce meglio: mentire. E così  ha diffamato uruknet con una sfilza di grossolane menzogne, attribuendoci una serie di affermazioni che mai ci eravamo sognati di fare. Come apprendiamo da un pezzo successivo, in realtà ci si sono messi in due, Maurizio Blondet e Fabio De Fina (e cioè effedieffe in persona), per scrivere questo superba pagina di giornalismo, così mo’ gli tocca dividersi il premio Pulitzer.

Altro cavo tranciato: in Cina
Maurizio Blondet
10/02/2008

CHINA - Milioni di «navigatori» cinesi sono tagliati fuori dal web: causa un misteriosa tranciatura di un altro cavo. Lo afferma China Telecom, secondo cui il cavo è stato tranciato alle 8 di mattina ora locale del 10 febbraio. Si tratta, questa volta, del cavo che collega Shanghai con la costa degli Stati Uniti, ed è stato posato soltanto un anno fa. E' dunque nuovo di zecca.

I cinesi possono accedere ai siti nazionali, ma molte imprese ed enti cinesi usano server esteri, in genere americani: e in questo caso l'accesso è difficile e lentissimo. China Telecom sta facendo «tutti gli sforzi» per reinstradare il traffico su altri canali, ma con poco effetto. Dice che il guasto richiederà da una a tre settimane per essere identificato e riparato.

Anche Taiwan segnala di essere danneggiata dallo strano incidente, con milioni di utenti internet in difficoltà. Dunque, dopo quelli del Golfo Persico, eccone un altro. Sarà Al Qaeda? O sarà l'Iran con i suoi potenti sottomarini, secondo quel che insinua il sito Uruknet per il quale tutti i mali del mondo sono azioni terroristiche di Teheran (posizione identica all'Asse Bush-Olmert)?

Stavolta lo dice la BBC. E' bello riprendere qui i passi principali dell'articolo di Uruknet che mi attaccava personalmente mettendomi tra quei «cretini che da due giorni stanno diffondendo la falsa notizia che le tutte connessioni internet dell'Iran sono scollegate»…
«La maggior parte di questi signori se ne frega, ma se ne frega proprio, di sapere se una notizia è vera e falsa: l'importante è che sia utile a costruire un bel complotto, meglio ancora se può servire a battere i tamburi della imminente guerra contro l'Iran, il grande tema della (dis-) informazione alternativa degli ultimi anni. E la patacca dell'isolamento internet dell'Iran - occultato per oscuri scopi e per losche trame da tutti media ufficiali (iraniani compresi, ma questo è un dettaglio) - era perfetta per la bisogna. Dunque, perché controllare se per caso era anche vera? Poi, i loro creduli lettori, la ripostano per pura e innata dabbenaggine sui propri blog, senza mettere in discussione neppure per un attimo la veridicità dei loro maestri, tremando terrorizzati per la guerra che sta per scoppiare e da quattro anni a lutto preventivo per l'olocausto nucleare iraniano' (e del tutto indifferenti davanti ai genocidi veri). E alla fine, di sito in sito, milioni di persone nel mondo crederanno fermamente che i mullah iraniani sono stati tagliati fuori dal mondo», eccetera eccetera.

Magari anche la BBC è in combutta con gli odiati ayatollah.
Forse ha ragione Uruknet a credere che se c'è nel mondo un complotto, esso parte dall'Iran, minimizzando così, in maniera grave e preoccupante, i ruoli di USA e soprattutto di Israele.

Maurizio Blondet
Dunque, Blondet&De Fina, pescati a scrivere una delle tante patacche (Iran isolato da Internet, a seguito ovviamente di un oscuro complotto), contrattaccano mostrando che avevano ragione, eccome, visto che anche la Cina è isolata: patacca anche questa, sia ben chiaro (i cavi cinesi erano stati danneggiati nel 2001, altra piccola svista di effedieffe), ma anche se fosse stato vero, che cosa avrebbe dovuto dimostrare, nelle intenzioni della coppia Blondet&DeFina?  Niente, solo sollevare un po' di fumo, ovviamente. Ma soprattutto, i due compagni di merende di effedieffe -  per mostrare che erano nel giusto diffondendo uno dei tanti falsi -  vomitano addosso a uruknet una serie di accuse TUTTE  platealmente e dimostrabilmente false.

a. La prima affermazione di Blondet&De Fina è la più grottesca. Non perché sia la più falsa - sono tutte false alla stessa maniera -, ma perché smentibile con un solo click del mouse. Blondet&De Fina scrivono: O sarà l'Iran con i suoi potenti sottomarini, secondo quel che insinua il sito Uruknet… Basta leggere quello che avevo scritto: non solo non ho insinuato in alcun modo che l’Iran abbia qualcosa a che fare con la rottura dei cavi (e infatti Blondet&De Fina opportunamente non mettono alcun link all’articolo in questione, in modo che i loro infelici lettori non possano controllare), ma, al contrario, a riprova che la Repubblica Islamica dell’Iran non era stata colpita dal black out che aveva investito gran parte Medio Oriente e l’India, citavo la stampa iraniana e le dichiarazioni ufficiali delle autorità iraniane. Io me la prendevo non certo con l’Iran - che non ha fatto assolutamente nulla per promuovere o favorire il diffondersi della falsa notizia dell’isolamento internet, e anzi ha correttamente fatto sapere che le connessioni persiane funzionavano benissimo -, ma con le centinaia, o meglio migliaia, di blogger e sedicenti giornalisti "alternativi" (alla realtà), che per giorni e giorni hanno spammato ovunque la patacca dell’Iran isolato, con variegato seguito di teorie cospirazioniste( E’ l’inizio della guerra!!!!!!!!!!!!!). Dato che non era quello il problema che esaminavo, non parlavo neppure delle possibili cause del black-out mediorientale, né tantomeno degli eventuali responsabili. In altri due articoli pubblicati da uruknet, viene presa invece presa in considerazione l’ipotesi del sabotaggio o dell’esito di un’azione spionistica,  da parte di ISRAELE o degli USA e non certo dell'Iran. 

b. Subito dopo arriva un altro falso miserabile e indecente della coppia Blondet&De Fina:"... il sito Uruknet per il quale tutti i mali del mondo sono azioni terroristiche di Teheran (posizione identica all'Asse Bush-Olmert)?"

Uruknet non ha attribuito a Teheran una sola "azione terroristica", e men che mai "tutti i mali del mondo" (non capisco neanche che cosa Blondet&De Fina intendano dire, nell’improbabile ipotesi che davvero che intendano dire qualcosa, e non vogliano soltanto spargere feci con un ventilatore). Al contrario, abbiamo sempre mostrato che le accuse USA all’Iran erano false, a partire dalla presunta dichiarazione attribuita ad Ahmadinejad di voler "cancellare Israele dalla carta geografica", sino all' incidente nel Golfo di Hormuz, così come abbiamo pubblicato decine di articoli per affermare il diritto di Teheran al nucleare pacifico. Sfidiamo Blondet&De Fina a citare un solo pezzo di uruknet – UNO - in cui vengono attribuite all’Iran non solo "tutti i mali del mondo", ma anche singole azioni terroristiche, o in cui abbiamo avallato una sola delle accuse di Olmert e Bush contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

Quando invece noi abbiamo pubblicato pezzi contenenti accuse nei confronti dell’Iran - esclusivamente in relazione alla situazione irachena - queste erano diametralmente opposte rispetto alle affermazioni di Bush e Olmert, ed erano contenute in documenti della resistenza irachena o in testimonianze di iracheni contrari all’occupazione.

Tutti i gruppi della resistenza irachena, nessuno escluso, parlano di una doppia occupazione dell'Iraq, americana e iraniana, e alcuni di essi (come l'Islamic army in Iraq) indicano nell'Iran un nemico ancora peggiore, se è possibile, degli USA. Ovviamente, la resistenza irachena non accoglie certo le affermazioni di Bush sull'Iran, ma, al contrario, parla di un accordo di fondo USA-Iran, nel sostenere il governo fantoccio e nel combattere e massacrare chi vi si oppone. Si può essere più o meno d'accordo con questa tesi, ma è un dato, e non un'opinione, che l'Iran abbia attivamente aiutato le guerre di aggressione USA contro l'Iraq e contro l'Afghanistan, sostenga in ogni modo i rispettivi governi fantoccio e abbia spalleggiato settari squadroni della morte (in particolare Badr Brigades e Mahdi army), che hanno ripulito etnicamente il sud dell’Iraq e Baghdad, con la collusione e la complicità degli occupanti USA e GB. Che attualmente vi sia un'ostilità fra Iran e USA anche per il controllo dell'Iraq  non può certo cambiare questo dato di fatto. Come ha scritto un intellettuale arabo antisionista e antimperialista "il fatto che i ladri [USA-GB e Iran] ora stiano litigando sul bottino, non rende uno dei ladri un combattente per la libertà."  E anche se attualmente i crimini delle milizie pro-iraniane vengono sfruttati   propagandisticamente  per giustificare il proprio collaborazionismo con gli USA  da alcuni ex-membri della resistenza, ora a libro paga degli americani e arruolati nei vari "Consigli del Risveglio" sunniti ,  in evidente malafede - visto che i responsabili della distruzione dell'Iraq sono gli USA, e l'occupazione iraniana è una conseguenza di quella americana - ,  ciò non toglie che quei crimini siano assolutamente reali.   

Gli unici altri articoli in cui erano contenute accuse contro l'Iran da noi pubblicati sono testimonianze di blogger iracheni (Riverbend, Layla Anwar, Roads to Iraq etc. ), che vivono sulla propria pelle la tragedia dell’occupazione e del criminale governo fantoccio  Maliki ( "sciita e coraggioso uomo d’onore", a dire di Blondet), sostenuto sia dall'Iran che dagli USA. Molti dei blogger iracheni, del resto, hanno avuto amici e parenti massacrati dagli squadroni della morte filoiraniani, che spesso, come le Badr brigades, sono alleati degli USA. I blogger iracheni dai noi pubblicati accusano gli USA e l'Iran di aver distrutto INSIEME l'Iraq e di aver condotto insieme una pulizia etnica del paese. Condividono, cioè, la posizione della resistenza: un'alleanza strutturale fra Iran e USA, nonostante i diverbi fra i rispettivi governi. Ripeto, non è detto che su debba essere del tutto d’accordo tale posizione (che ha sicuramente un fondo di verità, ma così posta potrebbe apparire semplificante: bisogna vedere quanto l’evidente complicità USA-Iran nel genocidio iracheno sia dovuta ad un’alleanza strategica o solo tattica), ma certo sarebbe incredibile che un sito dedicato all'Iraq non desse spazio alle voci irachene. Aggiungo che quando le accuse all’Iran erano palesemente assurde e/o non venivano da fonti contrarie all’occupazione USA, non abbiamo pubblicati neppure articoli di autori iracheni. Ad es., certo non abbiamo postato articoli come questo, secondo cui l’Iran invierebbe in Iraq medicinali avvelenati, e addirittura uomini  e donne malati di AIDS per infettare la popolazione irachena, perché si tratta evidentemente di un'affermazione inverosimile e falsa. 

Quello che è però sicuro è che non si può appoggiare sia la resistenza irachena che l'attuale governo iraniano. Perché, appunto, la resistenza irachena ha sempre dichiarato di combattere anche l'occupazione iraniana, il governo fantoccio iracheno prono davanti a Teheran e le milizie settarie filoiraniane, e, viceversa, le milizie filoiraniane e l'Iran stesso hanno sempre avversato e  combattuto contro la resistenza (accusata regolarmente da Teheran di essere composta da "terroristi saddamiti"). Dato che abbiamo da  sempre rivendicato il diritto alla resistenza del popolo iracheno contro TUTTI gli occupanti, e che abbiamo sempre sostenuto l’illegittimità del governo fantoccio, catapultato direttamente in Iraq da Teheran a seguito della guerra di aggressione USA-GB, non possiamo che profondamente avversare la politica filo-imperialista iraniana nei confronti dell’Iraq (e dell’Afghanistan). 

Certo, la posizione di Blondet e effedieffe sulla resistenza irachena e sull'aggressione imperialista e sionista contro l'Iraq è un po' diversa dalla nostra: secondo costoro infatti la resistenza è un pugno di terroristi regolarmente definiti dall'ex-gazzettiere della Padania con il termine spregiativo di "tikriti", vocabolo utilizzato solo dalle frange più  estreme della propaganda sionista statunitense, non per indicare la resistenza (a quello arriva solo Blondet), ma per spacciare la menzogna che il governo Baath fosse dominato dal clan familiare di Saddam (quando la maggioranza dei ministri era sciita, il Vicepresidente della Repubblica, Taha Ramadan, impiccato lo scorso anno, kurdo e il vicepresidente del consiglio, Tarek Aziz, cristiano).  Neanche da dirsi che ovviamente Blondet fa proprie tutte le accuse della propaganda demonizzante americana contro Saddam e il regime Baath: Blondet dubita di tutto e di tutti, tira fuori teorie complottistiche su qualsiasi fatto, non crede a nulla di quanto ci viene raccontato dai media e dalla propaganda occidentale, ma di una cosa è adamantinamente certo: i crimini di Saddam Hussein  sono tutti veri, verissimi, certificati, doc. Anzi, Blondet li moltiplica, superando di slancio la peggiore disinformazione USA-sionista (e, come è ovvio, diffonde e amplia a dismisura  la menzogna di Saddam "servo degli americani).   Ma vi è di  più e di peggio: il genocidio e la distruzione dell'Iraq secondo il verbo blondettiano sono stati legittimati dai fasti della settaria "democrazia" sciita portata dagli occupanti: le uniche guerre USA e sioniste che devono avversate, secondo l'agenda Blondet-effedieffe sono quelle inesistenti;  quelle vere, invece, vanno benissimo.   Leggere per credere (il pezzo era stato pubblicato in originale sul giornale di Bossi e Borghezio):

Sono state elezioni per modo di dire: la gente ha votato candidati di cui non era stato reso noto il nome (per la loro incolumità), in uno stato d’emergenza che rende risibile parlare di voto "regolare". Ma, come nota il commentatore americano Juan Cole, non è stata elezione, ma è stato un referendum. Il che non sminuisce, ma anzi esalta la potenza dell’evento. Prima che una elezione per questo o quel partito politico è stato un referendum pro o contro la democrazia: e gli iracheni, a maggioranza, hanno detto sì. E’stata l’irruzione della sovranità popolare, e del suo quasi miracoloso potere legittimante. "Legittimità" è un concetto difficile da spiegare. Ma, in Irak, da domenica è facile capire che la galassia terrorista la sua legittimità l’ha persa. I tikriti e baathisti hanno condotto con spietata efficacia militare una guerriglia che, fino a ieri, potevano definire come lotta nazionale di liberazione contro l’occupante. Oggi questa legittimazione è scomparsa (...) La forza legittimante del voto iracheno legittima persino, a posteriori, l’invasione americana.

 Nell'articolo in questione Blondet ripete tutte, ma proprio tutte, le menzogne della propaganda americana e sionista, fino alla conclusione: il boicottaggio delle elezioni è dovuto ai "terroristi." E il suo pezzo filo-occupazione culmina, in un crescendo, con un'esaltazione di Sistani e di qualsiasi esponente settario sciita (il gazzettiere della Padania arriva a negare che Sistani, con un passaporto iraniano in tasca, voglia un governo di mullah). Ma i dettagli sono superflui: "LA FORZA LEGITTIMANTE DEL VOTO LEGITTIMA PERFINO, A POSTERIORI, L'INVASIONE AMERICANA". Ritengo di essere esonerata da qualsiasi commento.

Non ci sarebbe  però neppure bisogno di sostenere il diritto alla resistenza per condannare il settarismo, i crimini atroci e la pulizia etnica promossi dal "governo" iracheno e dalle sue squadre della morte, agli ordini simultaneamente di Teheran e Washington o per non apprezzare l’inferno khomeinista della Bassora "liberata".

E perfino effedieffe, prima di confondere la via per il regno dei cieli con quella per Teheran (quella era Damasco, Blondet&De Fina, Damasco!) , l’aveva scritto. L’11 dicembre 2005, in un articolo dal titolo Iraq: squadroni della morte filo-americani  Blondet  infatti descrive le azioni criminali delle Brigate Badr e parla delle "collaborazione" USA-Iran. Oh, sia ben chiaro, al solito non è farina del sacco di Blondet: si tratta della collazione di due articoli (Dahr Jamail and Harb al-Mukhtar, «The government men in masks who terrorize Iraq», Asia Times, 9 dicembre, citato in nota, prima parte e righe finali,  e Mahan Abedin, Badr's spreading web, Asia Times 10 dicembre, non citato e che Blondet traduce/parafrasa spacciandolo al solito come parto della propria mente, seconda parte). Dato comunque che gli articoli scopiazzati sono buoni, anche il pezzo firmato Blondet di conseguenza dice cose sostanzialmente vere (anche se il fatto che l’Iran paghi le squadre della morte Badr tramite la  " MEBCO, una finanziaria svizzera di cui è proprietario…Ahmed Chalabi" non può essere affermato con la certezza apodittica con cui lo pone Blondet: l’articolo da cui copia, infatti, riferisce che la fonte di tali informazioni è un " reliable military journalist in Tehran ", che potrebbe benissimo non avere detto il vero e forse non esistere neppure, come ogni altra fonte anonima). Aggiungo che, prima di rimanere folgorati sulla via di Teheran, Blondet e effedieffe, con il sincero antirazzismo di cui hanno sempre dato prova, pubblicavano perle come questa: Insomma - detto con la massima delicatezza per quelle vittime – gli sciiti sono l'equivalente, per mentalità, costumi e arretratezza, degli zingari.

Invitiamo a leggere il durissimo attacco firmato Blondet all’Iran, dove fra l’altro sembra financo condividere le accuse USA-Israele secondo cui la Quds force (corpo di élite dei pasdaran) avrebbe lo scopo di promuovere disordini al di fuori dell’Iran. Il direttore di effedieffe infatti scrive:" […] Corpo Qods, il gruppo di sovversione interno dei pasdaran iraniani, e a sua volta segretissimo" (la parola sovversione, nell’articolo copiato da Blondet non c’era). E difficilmente avrà inteso dire che la Quds force vuole sovvertire il regime iraniano. (In seguito, Blondet invece loderà le Badr Brigades, inventandosi che sarebbero stati gli USA ad accusare le milizie dello SCIRI, in realtà loro strette alleate, di ricevere finanziamenti iraniani, e sosterrà che il Mossad arma la resistenza baathista. [5].  Ma questo, oltre che a un peraltro indubbio spostamento di Blondet&De Fina su posizioni sempre più filo-ayatollah, fino a trasformare effedieffe di fatto in sito di bassa propaganda iraniana, dipende anche dalla fonte a cui, occasionalmente, Blondet – diciamo così – si ispira. Altrove infatti, anche nel pieno del suo periodo ultra-filosciita, Blodet definirà le Badr Brigades "le più sanguinarie milizie massacratrici irachene", perché gli serve contrapporle al suo idolo Moqtada al-Sadr. Ancora all’inizio del 2007, "ispirandosi" ad un articolo di Jamail,  Blondet scriverà che "il governo filo-iraniano di Maliki" massacra anche gli sciiti che si oppongono a lui e alla casa madre di Teheran." Ovviamente quest’anno Blondet ed effedieffe escludono nella maniera più categorica quello che loro stessi avevano scritto e sostenuto,  e cioè che vi sia un coinvolgimento dell’Iran e delle milizie pro-iraniane negli omicidi "mirati" iracheni. Se comunque sulle Brigate Badr Blondet e effedieffe hanno una posizione oscillante, e queste a secondo della bisogna possono essere criminali squadroni della morte o combattenti per la libertà, Blondet ed effediffe sono sempre stati adamantini, invece, nel lodare le azioni genocide di Moqtada al Sadr e del Mahdi army, che hanno massacrato e prima passato col trapano elettrico gli abitanti di interi quartieri di Baghdad [6] ).

Se noi non abbiamo mai accusato l’Iran di alimentare o fomentare il terrorismo, chi invece lo ha fatto sono stati proprio Blondet e effedieffe. E già, perché prima di farsi cantore delle gesta dei mullah iraniani, Blondet scriveva ben altro.  

In data 24 febbraio 2006 Blondet pubblica un articolo sull’attentato alla Moschea di Samarra.

«L'attentato al tempio di Samara è un colpo portato all'unità anti-USA»: sorprendente affermazione di Syed Salim Shehzad . Ma ben soppesata: capo della redazione di Asia Times in Pakistan, Shehzad ha contatti - che ammette senza esitare - con l'ISI, il servizio segreto pakistano. Spiega il capo-redattore: c'erano grandi preparativi in corso per «una nuova fase di azioni anti-USA su larga scala», che avrebbero dovuto scoppiare simultaneamente «dall'Afghanistan a Gerusalemme» per Nauroz, il capodanno persiano, in primavera. Era la risposta che Teheran stava preparando alla possibile aggressione americana, giudicata imminente. Lo prova «la presenza in Iran, in questi giorni, di esponenti di Hamas e della Jihad islamica palestinesi, di capi dell'Hizb-i-Islami dell'Afghanistan, e di altre discusse figure, come membri di Al Qaeda. I nostri contatti nei servizi ci hanno detto che vari membri di Al Qaeda sono stati spostati dai luoghi di detenzione in cui erano rinchiusi in Iran a 'case sicure' gestite dall'intelligence iraniano. Lo scopo per cui tutti costoro sono stati convocati in Iran era di coordinare una catena di resistenza antiamericana, prima che l'Occidente agisca contro Teheran come previsto, con azioni preventive militari USA».


Sia ben chiaro, Blondet avalla in pieno queste deliranti dichiarazioni, e del resto tutto il suo pezzo è in realtà una traduzione-parafrasi di quello di Syed Salim Shehzad. Dunque, secondo il direttore di effedieffe, non solo l’Iran, ma anche la Jihad Islamica e Hamas avevano pianificato, in combutta con al-Qaeda, una serie di "azioni anti-USA" in diverse zone del mondo, che dovevano scoppiare simultaneamente per festeggiare il capodanno persiano. Il diabolico piano sarebbe stato disinnescato dall’esplosione di Samarra, che creando uno scontro violento fra sciiiti e sunniti, "manda all'aria il piano dell'Iran, che stava riunendo attorno a sé forze anche sunnite" (e cioè Hamas e al-Qaeda). Chi è che ha accusato l’Iran di pianificare azioni terroristiche, eh Blondet&De Fina? Chi è che ha accusato  l’Iran, Hezbollah e Hamas di collusioni con al-Qaeda? Noi o effedieffe?

E con questo, dato che per fortuna di cognome non faccio Blondet&De Fina, non intendo dire che effedieffe e Blondet abbiano mai sostenuto sistematicamente che l’Iran pianifichi attentati o abbia legami con al-Qaeda e neppure che lo facessero prima del definitivo colpo di fulmine per Ahmadnejad: probabilmente Blondet&De Fina manco si ricorderanno di aver scritto e pubblicato quel gioiello. Il fatto è che quando Blondet non scrive il suo articolo prediletto ("Domani c’è il nuovo 11 settembre, messo a punto da ebrei e neocon, a seguire incenerimento nucleare dell’Iran"), si "ispira", diciamo così, a quello che trova per caso. Il 24 febbraio 2006 quello ha trovato, e quello ha parafrasato, ammannendo tale prelibatezza ai propri lettori. Se poi è in contrasto con quanto scritto/parafrasato altrove, pazienza, nessuno è perfetto (nell’articolo in questione, Blondet addirittura attribuisce l’attentato di Samarra a Zarqawi, quando si era sempre dannato l’anima per dire che Zarqawi non esisteva neanche) . E i lettori e fedeli di Blondet devono essere di bocca non buona ma ottima. 

Rimane però che Blondet&De Fina attribuiscono a noi quello che mai abbiamo fatto, e loro invece sì: accusare l’Iran di fomentare terrorismo, perfino con la complicità di al Qaeda (che notoriamente invece è assolutamente ostile alla Repubblica islamica dell’Iran e all’Islam sciita in generale), coinvolgendo per sovrammercato nell’accusa perfino Hamas: Sharon potrebbe essere fiero di loro.

Aggiungo che uruknet non ha mai neppure pubblicato articoli sulla feroce repressione in atto in Iran, specie a partire dalla presidenza Ahamdinejad, anche se devo confessare  la mia totale incapacità ad apprezzare lapidazioni di adultere, amputazioni di mani e piedi, impiccagioni di gay ("finocchi" o "culattoni", nell'aulico eloquio dello stilnovista Blondet), arresti in massa di studenti e lavoratori, amputazione di arti,  incarcerazione e fustigazione di anziani signori che portavano a spasso un "impuro" cane, e  tutto quanto rende grande e bello il regime di Teharan.  Ma, visto che lo scopo di uruknet è quello di documentare i crimini dell'imperialismo e del sionismo in Medio oriente, ci siamo sempre disinteressati dei problemi interni del regime iraniano (o di altri paesi dell'area).  L'unico caso in cui abbiamo pubblicato qualche riga (peraltro mesi dopo l'attacco diffamatorio di  Blondet&DeFina), è stato sul progetto di legge per la messa a morte dei blogger iraniani, in quanto fa capire quale può essere la qualità dell'informazione che ci viene da Teheran. 

c. Blondet&De Fina concludono il loro magistrale saggio con attribuendoci addirittura la tesi di un complotto mondiale iraniano (????). "Forse ha ragione Uruknet a credere che se c'è nel mondo un complotto, esso parte dall'Iran, minimizzando così, in maniera grave e preoccupante, i ruoli di USA e soprattutto di Israele."

A parte il fatto che i complotti non sono una nostra specialità, ovviamente – e spero sia inutile puntualizzarlo - non abbiamo MAI pubblicato alcun pezzo in cui si parlasse di un complotto con al vertice l’Iran, o di cui l’Iran fosse in qualche modo parte. Aggiungo che di nuovo le parole di Blondet&De Fina paiono avere un suono ma non un significato. Quale complotto? Con quali scopi? Chi ne farebbe parte? Non sono una complottologa, ma che mi risulti nessuno ha teorizzato complotti guidati dalla Repubblica Islamica dell’Iran. L’unico caso l’abbiamo letto su effedieffe (vedi sopra), quando Blondet ha sostenuto, a seguito di tale Syed Salim Shehzad, che all’inizio del 2006 Iran, Hamas e al Qaeda avevano pianificato una serie di azioni su larga scala per colpire ovunque gli interessi americani.

Comunque, pare che Blondet&De Fina, per muovere quella che gli deve essere parsa la peggiore accusa possibile, abbiano semplicemente attribuito a noi il contrario speculare della loro tesi., e cioè immagino a loro avviso "il male assoluto". Visto che i due vanno parlando di un malefico complotto mondiale ebraico che ha come immediato oggetto l’Iran,  incarnazione del bene del bello e del vero, hanno scritto che noi asseriamo che c’è un complotto mondiale iraniano (contro chi e per fare che, non si sa, ma fa niente). Fra l’altro, abbiamo sempre difeso e sostenuto quelli che sono i maggiori alleati dell’Iran, da Chavez e Castro fino ad Hamas e perfino Hezbollah. Proprio perché non vi è alcun "complotto segreto" (i veri "complotti" sono alla luce del sole), e il mondo non è in bianco e nero. Dunque, anche se certo non mi fa piacere vedere Fidel Castro e Chavez parlare degli ayatollah iraniani come di un bastione progressista e rivoluzionario e confondere Che Guevara con Khomeini, mi rendo perfettamente conto che Cuba e Venezuela fanno giustamente i propri interessi. E, soprattutto, non si può analizzare la realtà con la logica dello ying-yan: le stesse persone, nazioni, soggetti politici possono fare alcune scelte condivisibili e altre meno. E dunque mai mi verrebbe in mente di criticare la rivoluzione bolivariana a causa delle sguaiate manifestazioni di amore di Chavez nei confronti di Ahmadinejad, benché queste non mi piacciono: se ora Chavez, e in parte Castro, hanno assunto alcune posizioni opinabili, in particolare riguardo alle FARC, questo non c'entra davvero niente con i  loro legami con l'Iran. Anche le riserve che attualmente ho nei confronti di Hezbollah e Nasrallah non dipendono certo dai loro rapporti di alleanza (o di sudditanza)  con Teheran. Hezbollah prendeva ordini dall’Iran anche quando abbiamo passato un’estate a difenderli, nel 2006, e abbiamo pubblicato articoli a favore di Hezbollah perfino dopo che questi avevano vergognosamente festeggiato il linciaggio di Saddam Hussein.

Né, tanto meno, e non mi pare neanche il caso di chiarirlo, nessuno ha mai parlato di un "complotto" a proposito dell’appoggio iraniano alle guerre di aggressione USA contro l’Iraq e l’Afghanistan o del sostegno iraniano ai rispettivi governi fantoccio. Si tratta di un’oggettiva convergenza di interessi, evidenziata da innumerevoli analisti politici. 

3. Oltre la meschinità

Ma dato che questa sequela di accuse false e indegne contro uruknet pareva poco, e troppo nobile, per il duo Blondet&De Fina, c’è un seguito ancora peggiore, e che è quasi imbarazzante descrivere. L’11 febbraio mattina ho telefonato al dottor Fabio De Fina, che non è un mio amico e al quale non rivolgerò mai più la parola, comunicandogli che gli avrei mandato in serata una smentita delle loro asserzioni infondate contro il nostro sito, ai sensi dell'articolo 8 della legge sulla stampa, visto che si trattava di un palese caso di diffamazione. Nella medesima occasione, ho comunicato al dott. De Fina che era falsa perfino la storia dei cavi cinesi tagliati, in quanto il lancio BBC era autentico, ma risaliva a sette anni prima. Ho dettagliato al dott. De Fina la litania delle menzogne di Blondet, e gli ho chiesto di non scrivere assolutamente nulla sul suo sito su questa questione fino a quando gli fosse arrivata - in serata, visto che dovevo lavorare - la mia smentita. Ho spiegato al dott. De Fina perché le affermazioni di Blondet erano totalmente infondate, e a sua domanda ho fatto presente che gli unici pezzi pubblicati da uruknet in cui venivano mosse accuse all’Iran (ma diverse e opposte a quelle di cui vaneggiava Blondet) erano comunicati ufficiali della resistenza irachena e testimonianze di iracheni contrari all’occupazione: quello che veniva imputato all’Iran era sostanzialmente di collaborare con gli USA nel sostenere il governo fantoccio e le milizie settarie che hanno  combattuto la resistenza e compiuto una quasi totale pulizia etnica in Iraq. Nella stessa occasione gli ho fatto presente che era una bufala anche quella dei cavi cinesi tagliati, in quanto il lancio BBC risaliva a 7 anni prima. Ovviamente De Fina mi ha rassicurato, ha confermato che non avrebbero messo sul sito più nulla sull’argomento fino all’arrivo della mia email e che avrebbero senz’altro pubblicato la nostra smentita.

Poi, ha messo giù al cornetta e ha chiamato il compagno di merende.

Nel pomeriggio dello stesso 11 febbraio sono stata informata dal webmaster e collaboratore di uruknet, Vincenzo Viscuso, che Effedieffe aveva pubblicato un ulteriore indegno pezzo in cui Blondet&De Fina si scusavano con i loro lettori per l’"errore" sulla questione dei cavi cinesi ("errore" di cui il De Fina era venuto a conoscenza da me e di cui era consapevole che avrei parlato nella smentita che gli avrei dovuto mandare, perché glielo avevo detto) e reiteravano, di fatto, e ampliavano le accuse contro il nostro sito.

Ci dobbiamo scusare coi lettori.
Il 10 febbraio abbiamo dato notizia di un cavo internet interrotto o tranciato, stavolta in Cina. Il fatto è realmente avvenuto, ma… nel 2001. Per combinazione, il 9 febbraio di quell'anno, il che ci ha indotto nell'equivoco. La notizia ci era stata segnalata da una mail, che ci dava il link della BBC. Eccone il titolo e le prime righe:

Friday, 9 February, 2001, 16:14 GMT
Chinese cut off from internet

Damage to an undersea cable has cut millions of Chinese off from the internet, and the problem could take weeks to fix. China Telecom has said that a major cable was cut at about 0800 local time 0000 GMT

Per contro, possiamo confermare - da notizia di una nostra conoscente di Teheran, giornalista - che l'Iran soffre da giorni di gravi difficoltà di comunicazione, sia internet sia telefoniche, probabilmente in seguito alla tranciatura dei cavi subacquei nel Golfo Persico.

Queste difficoltà non solo continuano, ma apparentemente si aggravano. Errori ed equivoci sono sempre possibili in un lavoro che spesso deve essere fatto di fretta. Ora aspettiamo le roventi accuse rinnovate che ci sono state rivolte dopo la prima informazione (esatta) dei cavi tranciati nel Golfo.

Sopporteremo; c'è gente che pare essersi data come missione nella vita quella di «smascherarci» e coglierci in fallo. Che oltre ad occuparsi del sangue che scorre dall'Iraq alla Palestina all'Afghanistan, ritiene anche urgente occuparsi del «pericolo Blondet».

Si tratta di attacchi cui di solito non rispondo, per non trovarmi coinvolto in beghe da conventicola, per me incomprensibili, cui troverei degradante partecipare.

Inoltre, come sanno i lettori, non ho molto tempo per replicare a soggetti animati da enigmatici malanimi personali; ho scritto in questi anni alcune migliaia di pezzi, fornendo migliaia di informazioni esatte, spesso in anticipo su qualunque media italiano (ultimo esempio, la crisi dei mutui sub-prime, che questo sito ha anticipato da due anni: non perché abbia chissà quali misteriose fonti d'intelligence, ma perché leggo onestamente le fonti aperte che i media ufficiali volutamente ignorano).

Cerco di fornire il quadro generale degli eventi mondiali dopo l'11 settembre 2001; un quadro che non viene intaccato da un singolo errore di dettaglio.
C'è invece chi si occupa solo di dettagli: occhi come microscòpi, cui sfugge l'insieme. Preghiamo solo di notare che, quando commettiamo un errore, non avendo nulla da nascondere, lo ammettiamo e lo rettifichiamo.
C'è chi, per «smascherarci», s'è persino spinto a negare la veridicità della notizia dei cavi tranciati in Medio Oriente: «una bufala», dicono.

Il fatto è che la «bufala» viene data come vera da Guido Olimpio sul Corriere del 9 febbraio 2008, anche se poi nel pezzo l'Olimpio divaga sulle tesi dei «complottisti», sorvolando sul fatto in sé e sulle sue possibili cause […: Blondet riporti alcuni articoli che riferiscono l’ovvio. E cioè che vi è stato un black out in Medio oriente – ma NON in Iran – dovuto alla rottura di cavi sottomarini] .

Nota dell'editore.

La frase finale del pezzo incriminato di Blondet, «minimizzando in maniera grave e preoccupante, i ruoli di USA e di Israele», è un mio parto, dopo aver chiesto la ovvia autorizzazione dell'autore. Non ho avuto mai la possibilità, per problemi di tempo, di seguire con attenzione il sito Uruknet; la frase è scaturita da una «forse» mia cattiva interpretazione di colloqui personali con Paola Pisi. Mi scuso e sono disposto a ritrattare nel caso Uruknet non abbia mai enfatizzato, per iscritto, il ruolo dell'Iran nelle stragi perpetrate in Iraq; e di ciò possono fare fede quanto è in archivio nel sito stesso e la testimonianza dei suoi lettori.

Fabio de Fina


Lasciamo stare la ridicola storia della amica iraniana che avrebbe confermato a Blondet che l’Iran avrebbe gravissimi problemi di connessione "probabilmente" in seguito ai cavi tagliati: a chi dobbiamo credere, alle affermazioni ufficiali del governo iraniano e ai tabulati internet o all’"amica di Blondet"? E poi bastava controllarli, i siti iraniani, per vedere che hanno sempre funzionato benissimo. Perfino il sito filo-khomeinista "Iran"  ha dovuto scrivere che questa volta – giusto questa volta – Blondet aveva preso un granchio e dunque prendere le distanze dall’articolo di effedieffe che in un primo momento avevano incautamente pubblicato  (Oh, sia ben chiaro, non sto insinuando che Blondet menta, non mi permetterei: non dubito che una delle sue amiche persiane abbia avuto dei problemi sulla linea telefonica e adsl: li ho avuti anch’io qualche mesetto fa, e ho telefonato alla Telecom, mica ho pensato alla terza guerra mondiale in atto).

Dunque,  Blondet arriva con delle nuove accuse contro di me, false come sempre e per di più incompatibili con quelle fatte due giorni prima. Nell’articolo precedente sbraitava che avrei insinuato che l’Iran aveva tagliato i cavi, adesso fa capire che ho addirittura negato che vi fosse stato un black out in Medio Oriente. Non solo ovviamente non ho detto ne l’una né l’altra cosa (che vi sia stato un black out dovuto al trancio dei cavi era in prima pagina ovunque), ma anche un bambino di 4 anni capisce che le due affermazioni  si escludono a vicenda: anche volendo, come potrei aver detto che non vi è stato alcun black out e che questo era stato causato dall'Iran? Come che sia, dopo essersi incensato a dovere e aver plaudito more solito al proprio genio, Blondet, a riprova che aveva avuto ragione quando aveva scritto la bufala sull'Iran isolato, riporta due articoli che dice quello che sanno tutti: e cioè che alcuni paesi mediorientali e l’India (ma non l’Iran) hanno avuto gravissimi problemi a seguito della rottura di cavi sottomarini.

E finalmente arriviamo al peggio del peggio: l’aggiunta finale a firma De Fina che non solo non ritratta niente, ma utilizza, in modo subdolo e squallido, quanto gli avevo comunicato nella conversazione del mattino, e cioè appunto che gli unici articoli pubblicati da uruknet in cui erano contenute accuse contro l’Iran erano documenti ufficiali della resistenza irachena e testimonianze di blogger iracheni pro-resistenza, i quali imputavano agli squadroni della morte pro-iraniani (Badr Brigades and Mahdi army) la pulizia etnica di Baghdad e del sud dell’Iraq. Dunque, le finte e "condizionate" scuse del De Fina sono solo un espediente retorico per reiterare l’accusa ad uruknet di "minimizzare" i crimini di Bush e Olmert.  Tutte le altre falsità scritte da Blondet&De Fina vengono ribadite e aggravate. La meschinità del comportamento di De Fina fa sì che, al paragone, perfino Blondet giganteggi e rifulga come un eroe omerico.

La frase finale del pezzo incriminato di Blondet, «minimizzando in maniera grave e preoccupante, i ruoli di USA e di Israele», è un mio parto, dopo aver chiesto la ovvia autorizzazione dell'autore. Non ho avuto mai la possibilità, per problemi di tempo, di seguire con attenzione il sito Uruknet; la frase è scaturita da una «forse» mia cattiva interpretazione di colloqui personali con l'amica Paola Pisi. Mi scuso e sono disposto a ritrattare nel caso Uruknet non abbia mai enfatizzato, per iscritto, il ruolo dell'Iran nelle stragi perpetrate in Iraq; e di ciò può fare fede quanto è in archivio nel sito stesso e la testimonianza dei suoi lettori.


Un piccolo capolavoro, nel suo genere, in 4 righe:  De Fina ammette tronfio e fiero di diffamare la gente senza leggere quello che hanno scritto, magari "fraintendendo" "conversazioni orali",  e  scrive, in tutta tranquillità, che se qualcuno enfatizza il ruolo dell'Iran (immagino intenda le milizie pro-iraniane) nella pulizia etnica irachena è un servo di Bush e Olmert, indipendentemente dal fatto se tale ruolo sia  vero o falso (lo dice lui stesso che manco sa se gli articoli esistono e quindi meno che mai può averli letti e giudicati): la verità, secondo De Fina, evidentemente è una variabile inutile e  impazzita, e se si discosta dall'agenda ultra-filo-persiana di effedieffe va negata, pena l'accusa di essere al servizio di Sion (e nulla importa se anche Blondet ed effedieffe, prima di diventare definitivamente i cantori dei mullah, hanno attribuito all’Iran e alle milizie pro-iraniane un ruolo centrale nelle stragi irachene).  Non si comprende, del resto, come le affermazioni della resistenza irachena e dei suoi sostenitori – secondo cui Iran e USA occupano insieme l’Iraq e gli USA hanno utilizzato le milizie settarie pro-iraniane per compiere i lavori più sporchi, ripulire etnicamente l’Iraq e arrivare alla divisione dell'Iraq in tre staterelli su base etnica voluta da sempre dai sionisti - possa costituire una minimizzazione dei crimini americani e israeliani: a me sembra piuttosto un’enfatizzazione degli stessi. Ma non è neanche il caso di rimarcare che ovviamente quello che preme a De Fina non è certo attaccare  Bush e Olmert (figuriamoci,  De Fina ha pubblicamente esultato sul suo sito  per la seconda vittoria elettorale di Bush contro quel comunistaccio mangiabambini di Kerry) quanto difendere da ogni possibile accusa i venerati ayatollah e le genocide milizie settarie, e  naturalmente vomitare il suo fiele addosso a uruknet (oltre a propagandare in continuazione la non-certo-nascosta-agenda di effediffe - la stessa dei loro signori che regnano a Teheran: e cioè far credere sistematicamente che in medio oriente non vi sia alternativa possibile fra la teocrazia khomenista, il bene assoluto, e quella sionista, incarnazione del male, le quali peraltro si trovarono per caso dalla stessa parte contro l'Iraq baathista: ma questo, come tante altre cose, i lettori di effedieffe non lo devono sapere. Di conseguenza - secondo l'agenda Blondet&De Fina-, qualsiasi movimento di liberazione arabo che si opponga a entrambe, come ad esempio la resistenza irachena, diventa un servo di Sion).  

Ma soprattutto  De Fina non solo non ritratta nulla, ma distorce completamente quanto scritto da lui e Blondet il giorno prima.

Questa è la frase finale del precedente articolo di Blondet&De Fina:

Forse ha ragione Uruknet a credere che se c'è nel mondo un complotto, esso parte dall'Iran, minimizzando così, in maniera grave e preoccupante, i ruoli di USA e soprattutto di Israele.

Chiunque può vedere che non si parlava affatto di Iraq, ma di un "complotto" nel mondo con a capo l’Iran, di cui uruknet ovviamente non ha mai scritto. La pezza irachena è stata aggiunta a posteriori, in quanto il De Fina aveva saputo da me - che sono stata così imbecille da parlargli, anche se gli ho comunicato che gli avrei per sempre tolto il saluto (altro che amica!) – che le uniche accuse mosse da uruknet all’Iran riguardavano il coinvolgimento del governo fantoccio iracheno sostenuto da Teheran e delle sue squadre delle morte nella pulizia etnica mesopotamica. Che io sia un'imbecille, è comunque un fatto acclarato, perché c’era già stato un precedente, seppure assai minore, con la casa editrice effedieffe, quando avevo chiesto semplicemente che venisse aggiunto un link cliccabile ad una sedicente traduzione di Blondet (che distorceva, con tagli, aggiunte, manipolazioni un articolo da noi pubblicato, senza citarlo), in modo che almeno i lettori si potessero rendere conto, volendo, che l’originale era assai diverso dalla presunta "traduzione" del Blondet: naturalmente ero stata mandata a quel paese [7].

In ogni caso, la gravità dei falsi di Blondet&De Fina non era nel giudizio espresso dai due secondo cui uruknet "minimizzerebbere" i crimini di Bush e di Olmert, che, appunto in quanto giudizio, è soggettivo e insindacabile, anche se ridicolo. Basta leggere uruknet per vedere quanto minimizziamo i crimini sionisti e americani.  Il giudizio è ancora più ridicolo se si pensa che viene da chi ha pubblicamente esultato per la seconda vittoria di Bush, festeggiata poi con la distruzione di Fallujah. E già, perché come ho detto  il De Fina si è dato a pubblici guaiti di giubilo per il trionfo bushano contro le odiate "sinistre" [8]. Comunque, ridicolo e grottesco fin che si vuole, il giudizio di De Fina rimane pur sempre un giudizio: l’ammiratore di Bush De Fina è libero di giudicare uruknet proprio come gli pare, e se vuole anche di scrivere che a suo parere siamo filo-americani e filo-israeliani. Tanto, cazzata più cazzata meno, non gli si rovina certo il sito per questo.

Quello che invece Blondet&De Fina NON sono affatto liberi di fare è di diffamarci attribuendoci affermazioni false, come hanno sistematicamente fatto in due articoli: perché la diffamazione non è solo un’infamia, ma anche un reato. E se ci sarà una terza volta non risponderò io su uruknet: risponderanno loro davanti a un tribunale dello Stato.

Note

[1] Questo sito http://paliraq.com/site/  è dedicato allo sterminio dei palestinesi in Iraq: è in arabo, ma si può leggere con una traduzione google online. 

[2]  Lo schema più consueto è: "è stato pianificato il nuovo 11 settembre [ovviamente cambiano i luoghi e i tempi: negli USA, in Europa, in Italia, gettonatissimo l’attentato durante i mondiali di pallone] , che darà il via all’apocalisse nucleare sull’Iran". Ho contato esclusivamente i casi in cui Blondet emetteva oracoli sulla guerra contro l’Iran.  Sono stati conteggiati solo i vaticini  sulla guerra contro l’Iran profetizzati  da Blondet su  effedieffe (e non su altri organi di stampa che si valevano della sua collaborazione, tipo "La Padania").  Sono escluse dal conteggio le previsioni di attentati false flag per altri motivi e le occasionali profezie di guerre contro altri paesi (ce n’è perfino una di una guerra USA contro l’Arabia saudita ). Esclusi dal conteggio anche peana generici alla gloria radiante di Ahmadinejad  e agli splendori del regime iraniano,, se non c’era un riferimento alla guerra imminente e i numerosi articoli titolati  più o meno "La guerra contro l'Iran è già cominciata" o "La guerra contro l'Iran comincia domani" pubblicati da effedieffe ma non a firma di Blondet. 

1. GUERRA ALL'IRAN! 28/10/2004. L’Iran sta per aprire la borsa petrolifera: è guerra! Sbagliate entrambe le previsioni.

2 . IRAN: ATTACCO IMMINENTE? 24/01/2005. Dopo tre anni e mezzo, abbiamo la risposta: "NO".

3. L'IRAN E' GIA' SOTTO ATTACCO 28/01/2005. Schema standard: gli USA e Israele preparano un nuovo attentato peggio dell’11 settembre e a seguire guerra contro l’Iran. Le cui prime fasi sono già iniziate. Dopo tre anni, siamo in attesa delle seconde.

4. COLPIRE L'AMERICA, ORDINA "BIN LADEN" AD "AL ZARQAWI" 01/03/2005. Schema standard: gli USA e Israele preparano un nuovo attentato peggio dell’11 settembre e a seguire guerra contro l’Iran. Che scatterà probabilmente in nel giugno 2005

4. EROI DELL'ARIA IN ISRAELE 07/03/2005. Israele sta addestrando gli equipaggi dei caccia-bombardieri F-16 per l’imminente attacco contro l’Iran.

5. GUERRA ALL'IRAN: ULTIME FASI 14/03/2005. Ariel Sharon (RIP) " ha dato il via ("autorizzazione iniziale") all’attacco contro l’Iran". Parteciperanno anche gli USA, ma prima vi sarà un grande attentato in America per giustificare l’attacco. Data dell’inizio dell’attacco contro la Persia: giugno. Del 2005.

6. SHARON PREME SU BUSH: ATTACCA L'IRAN 13/04/2005. Schema standard: Sharon (RIP) e Bush preparano un nuovo attentato peggio dell’11 settembre e a seguire guerra contro l’Iran. Si conferma che l’attacco contro la Persia scatterà in giugno. Del 2005.

7. TRUPPE USA IN ISRAELE; SCUDI UMANI CONTRO L'IRAN? 01/06/2005.  Questo è uno dei migliori: "Vari osservatori" (?) segnalano una massiccia presenza di soldati USA in Israele (?), " camuffati in modo da apparire israeliani" (???????? ). Dato che lo stato sionista sta per bombardare l’Iran, le truppe USA fungono da scudi umani. "La presenza degli americani dovrebbe agire da deterrente: se tira i missili e colpisce "i nostri ragazzi", Teheran si troverà in guerra anche con gli Usa.". Chissà se sono ancora lì.
Subito dopo, però,  Blondet si contraddice e scrive che  " Il fatto è che una vasta operazione congiunta contro l'Iran è in preparazione ormai da mesi. Non solo israelo-americana ma, come appare, con la partecipazione della Turchia e persino della Nato."

8. ISRAELE RICEVE L'AEREO-RADAR PER L'ATTACCO ALL'IRAN 01/07/2005.  Il titolo dice tutto. 

9. STRATEGIA DELLA TENSIONE GLOBALE: COSA CI PREPARANO? 14/08/2005. Risposta facile facile. Un nuovo 11 settembre (con dettagli:" un’autobotte carica di materiale infiammabile da far esplodere, o anche di un attentato a sfondo nucleare") per preparare la guerra contro l’Iran. 

10. DRONE-SPIA CADUTO IN IRAN 29/08/2005. Sono stati fissati i dettagli del nuovo 11 settembre, a seguire attacco atomico sull’Iran. Unica speranza di evitare Armageddon sarebbe un ammutinamento dell’esercito USA.

11. L'IRAN GUADAGNA TEMPO (e denaro) 12/09/2005. Ahmadinejad è stato salvato da Katrina (l’uragano, non una signora innamorata): tutto era pronto per il bombardamento, con gli aerei in pista di decollo, e ci si mette Katrina. Hanno dovuto rinviare, ed evidentemente hanno telefonato a Blondet per dirglielo.

12. L'ATTACCO ALL'IRAN BLOCCATO (per ora) DA RUSSIA E CINA 25/09/2005. Lotta fra Putin e gli "ebrei" che vogliono l’annientamento dell’Iran. La guerra è rinviata (di un paio di giorni, si direbbe, perché giusto due giorni dopo Blondet ricomincia con la litania "la guerra sta per scoppiare).

13. L'INTERA 101 DIVISIONE PRONTA PER L'IRAN? 27/09/2005. E’ stata mandata in Iraq la 101esima Divisione. Come mai? Bè, per combattere la guerra irachena, si direbbe. NO, giura Blondet: per attaccare l’Iran, e magari anche la Siria.

14. INSERVIBILE PER LA BOMBA L'URANIO IRANIANO 01/10/2005. Ma la "lobby" preme ugualmente per la guerra…

15. Attacco all'Iran: Israele preme sugli USA 03/10/2005. E giura Blondet, gli USA obbediranno, presto.

16. Riarmo atomico (contro l'Iran?) 19/10/2005. USA e GB si apprestano a bombardare l’Iran. Questa volta con armi atomiche.

17. Ma e' l'Iran che minaccia Israele? 29/10/2005. Israele si appresta a bombardare l’Iran.

18. I progetti israeliani: dopo l’Iran, la Turchia? 04/12/2005. In una fuga in avanti Blondet passa già alla guerra che sarà dopo quella contro l’Iran: dopo gli ayatollah nel mirino degli "ebrei" ci sono i turchi.

19. «La Siria nasconde le atomiche iraniane» 21/12/2005. Probabile attentato "islamico" false flag a Natale (2005), e a seguire guerra distruttiva prima contro l Iran e poi contro la Siria.

21. Atomiche contro l’Iran? Scienziati contro 06/01/2006.  Gli USA sono pronti a sganciare qualche fungo atomico sulla Persia.

20. Perché Ahmadinejad vuole la guerra 19/02/2006. Pur di farla, questa guerra, questa volta Blondet attribuisce slanci bellici (e suicidi) anche al solitamente amatissimo Ahmadinejad. E si affida alle rivelazioni di " Mahan Abedin, un americano di origine iraniana che lavora per la Jameston [sic] Foundation, forse il massimo esperto dei segreti del regime persiano " (la Jamestown Foundation, che Blondet cita spesso con rispetto, anche se proprio non gli riesce lo spelling, è una dei più fetide organizzazioni imperialiste e filosioniste, di cui ha fatto parte anche Dick Cheney. In quanto a Mahan Abedin , lavora, oltre che per la Jamestown Foundation, per  il Middle East Intelligence Bulletin, pubblicato dall’ United States Committee for a Free Lebanon e dal Middle East Forum e che annovera fra i suoi collaboratori Daniel Pipes e Michael Rubin. Manca giusto Ariel Sharon perché ultimamente ha qualche problemino di salute).

21. Un mega-attentato per colpire l’Iran? 26/02/2006. E’ prossimo un attentato spettacolare, ordito dai neocon ma che verrà attribuito all’Iran, per giustificare la guerra. " La voce circola negli ambienti dell'intelligence",  che immaginiamo si confidino abitualmente con Blondet e con De Fina. L’attacco contro Teheran sarà principalmente aereo, ma vi sarà anche un’invasione del Khuzestan. L’attentato false flag potrebbe avvenire in Italia, durante le elezioni (del 2006: l’abbiamo sfangata).

22. Iran: l’AIPAC è già in guerra 09/03/2006. Commandos israeliani sono già penetrati in Iran, e stanno localizzando i punti da colpire nell’attacco imminente. Chissà se sono ancora lì, poveracci…

23. Sensualità come violenza 13.06.2006. Gli USA hanno dato 83 milioni di dollari (tramite la mediazione della figlia di Cheney) a iraniani anti-regime che hanno appiccato 172 incendi a Teheran in 48 ore (?????).

24. L’attacco all’Iran si farà 05/04/2006. Questa volta è un po’ vago: sappiamo come l’attacco avverrà (con i B-2, i bombardieri strategici «invisibili»), ma non quando. Blondet ci dice solo che sarà prima della fine della presidenza Bush. Certo, se non vuol far fare figuracce a effedieffe, ora è il momento che Bush si dia una mossa.

25. Smembramenti in corso 06/04/2006 Gli USA stanno finanziando minoranze etniche arabe e kurde in Iran - paese  che peraltro "ha una lunga e solida tradizione di assimilazione e integrazione culturale delle minoranze" (giuro, l'ha scritto davvero) - per distruggere lo Stato persiano, operazione che già aveva tentato, ci assicura il nostro, il perfido Saddam. Del resto, lo smembramento dell'Iran era già stato pianificato dal sionista Oded Ynon (in realtà si chiama Oded Yinon, ma abbiamo già appurato che Blondet ha un'idiosincrasia per lo spelling pari a quella che ha per la verità). Vero? No, falso anche questo, tanto per cambiare. Eccolo qua il testo di Yinon: http://www.geocities.com/alabasters_archive/zionist_plan.html  Yinon si limita a menzionare la presenza di minoranze etniche anche in Iran (come in altri paesi islamici), ma pianifica lo smembramento solo dei paesi arabi e in particolare dell'IRAQ (con la Q finale). E auspica una vittoria iraniana nel conflitto Iran-Iraq allora in corso ( In the short run it is Iraqi power which constitutes the greatest threat to Israel. An Iraqi-Iranian war will tear Iraq apart and cause its downfall at home even before it is able to organize a struggle on a wide front against us).

26. Iran: deciso l’attacco atomico10/04/2006. Imminente attentato false flag negli USA con un atomica sporca, e conseguente attacco atomico all’Iran.

27. Rivolte alla CIA (e cose peggiori) 08/05/2006. Ogni settimana tre membri del Mossad si recano alla centrale della CIA per presentare le proprie richieste. Ultimamente ne hanno una sola: "eliminare l'Iran dalla carta geografica". Dunque preparano un nuovo 11 settembre, e hanno già discusso a lungo in quale città farlo. Notizia certa, perché riferita dalla prestigiosa " TRBNews.org" (in realtà TBRNews), una fonte informativa di prim’ordine. Eccola:  www.tbrnews.org

28. Iran: l’attacco «fra due o tre mesi» 09/05/2006. Pericolo scongiurato. Sarà per la prossima volta.

29. Offensiva contro l’Iran. Bancaria e militare 23/05/2006 .  Il titolo dice tutto. 

30. L’Iran si prepara alla guerra. Asimmetrica. 25/05/2006  Il titolo dice tutto. 

31. Israel Singer minaccia Berlino: prossimo attentato? 26/05/2006  "Nostri informatori" prevedono un attentato false flag durante i mondiali in Germania, con conseguente attacco all’Iran. Per la precisione l’attentato avverrà a Berlino. Gli "informatori" si sono sbagliati 

32. Israele «prevede» attentato a Berlino 28/05/2006. Come sopra. Imminente attentato false flag durante i mondiali, con conseguente attacco all’Iran.

33. «La terza guerra mondiale è già iniziata», 01/06/2006 La «nuova Pearl Harbor» attesa dal regime israelo-americano per attaccare l’Iran è imminente: l’attentato «islamico» durante i mondiali di calcio in Germania è ormai certo. Lo assicurano gli "informatori " tedeschi di Blondet.. Blondet poi descrive le modalità dell’attacco; partirà da due portaerei USA nel Golfo, seguono dettagli.

34. Il Bilderberg si spacca sull’Iran 23/06/2006  Frattura nel gruppo Bilderberg, fra i delegati USA che vogliono un attacco contro l’Iran e gli europei un po’ restii. Le riunioni sono a porte chiuse, ma abbiamo la parola del "giornalista" James Tucker. Per i curiosi, questo è il sito del cosiddetto "giornalista": http://www.bilderberg.org/

35. Isteria armata di atomica 26/06/2006  Israele è pronto ad un attacco nucleare all’Iran.

36. Allarme: Israel Singer è a Berlino! 29/06/2006 Altro articolo della nutrita serie: "attentato durante i mondiali" (quattro, in un mese) "Molte nostre fonti in Germania" assicurano che ci sarà un attentato spettacolare durante i mondiali di calcio, da attribuire a terroristi islamici, per convincere l’Europa ad avallare un attacco all’Iran. Le fonti di Blondet si sono sbagliate.

37. Attenzione, apocalisse in vista 13.07.2006 L’attacco di Israele ad Hezbollah è la preparazione della guerra contro Siria e Iran.

38. Verso le tenebre, esultanti 16/07/2006 Presto vi sarà un gigantesco attentato false flag da attribuire questa volta ad Hezbollah e poi guerra contro Iran e Armageddon (con molti dettagli).

39. Guerra all’Islam: durerà cinque anni 25/07/2006. Mo’ arrivano le guerre contro " Siria, Libia e Sudan, Somalia e Iran.". Con un po' di ritardo,ma sulla Somalia ci ha preso. 

40. Israele mira all’Iran 09/08/2006.   Duplicato di un articolo precedente: l’attacco di Israele ad Hezbollah è la preparazione della guerra contro l’Iran.

41. Pronti per l’Iran? 16/08/2006. Tutto eccitato per la vittoria di Nasrallah (per carità, su questo sarei anche d’accordo), Blondet sogna la "Grande unità sciita", e ci propina ai suoi lettori tutte le  balle sioniste sui "poveri sciiti" oppressi da Saddam e ora vittoriosi in Iraq. Però si spinge dove nessun altro oserebbe: rimosso il perfido Saddam, ora la "maggioranza" sciita irachena si sente inevitabilmente legata all’Iran, suscitando lo sgomento degli occupanti, che però non possono nulla contro gli sciiti pronti al martirio. E dunque gli USA sono pronti ad attaccare l’Iran e il governo iracheno (da loro stessi installato). E qui ci vuole: Blondet, VERGOGNATI! Gli sciiti iracheni sono arabi e, appunto, iracheni, e sono morti a centinaia di migliaia per combattere l’Iran. Gli unici sciiti filo-irianiani, in Iraq ce li hanno portati gli USA, sono i loro pupazzi che governano nella Green Zone catapultati in Iraq direttamente da Teheran insieme ai tanks americani  e  gli squadroni della morte collaborazionisti che hanno massacrato i patrioti iracheni, sunniti e sciiti e cristiani e atei e anche adoratori del sole, se ci fossero stati. 

42. Le minacciose armi dell’Iran 27/08/2006. Questa è la volta buona. L’attacco contro l’Iran è sicuro, e lo farà Israele: "c'è un segnale inequivocabile: il capo di Stato Maggiore Dan Halutz ha nominato il capo supremo delle operazioni contro Teheran: il generale dell'aviazione Elyezer Shkedy". Va bè, sarà per la prossima volta.

43. Giochi di guerra attorno all’Iran (e dentro) 27/08/2006  Il titolo dice tutto. 

44. L’attacco all’Iran: in preparazione 18/09/2006 L’attacco USA contro l’Iran partirà in novembre 2006 (con " una squadra composta da un sommergibile, un incrociatore classe Aegis, due dragamine e due cacciamine " ): chi è interessato, può leggere anche altri dettagli dell'operazione militare americana.

45. Opzioni «put»: qualcuno si prepara a un nuovo 11 settembre? 02/10/2006. Qualcuno sta comprando warrant al ribasso (e magari qualcun altro al rialzo): Blondet è parco di particolari, perché, dice, la notizia è contenuta in una NL a pagamento, e lui il soldo non lo sgancia Ma basta una vaga voce di acquisti di put per arrivare a una solida certezza: "insider traders si stanno premunendo contro qualcosa di grave che accadrà ad ottobre. L'attacco all'Iran? O un attentato che lo giustifichi?" Dopo un anno e mezzo possiamo serenamente rispondere: "NO": normali coperture da parte di fondi.

46. «False Flag» il 3 novembre? 31/10/2006. Il 3 novembre ci sarà un"incidente" nel Golfo attribuito all’Iran per giustificare la guerra? Dopo un anno e mezzo possiamo serenamente rispondere: "NO".

47. Israele: nuova guerra nel 2007 06/11/2006. Israele attaccherà Libano e Siria nel 2007, mentre gli USA ritireranno gran parte del contingente dall’Iraq [infatti c’è stato il "surge": oh, non ne azzecca una], e il sud dell’Iraq, sciita, diventerebbe parte di un fronte nemico, insieme con Iran, Libano e Siria. Cioè, gli USA si sarebbero ritirati dall’Iraq per permettere a Israele di attaccare i pupazzi sciiti da loro stessi portati al potere.

48. I piani di Cheney contro l’Iran 25/11/2006. Il titolo dice tutto. 

49. Scenario da incubo 14/12/2006.  Il titolo dice tutto. 

50. L’attacco all’Iran, dopotutto, si farà 18.12.06.  Il titolo dice tutto. 

51. Embargo all’Iran: due valutazioni 26/12/2006. Sono ripartiti i piani di Cheney per la guerra persiana. Blondet avanza pure la possibilità di uno sbarco USA-GB sulle coste iraniane. Giuro.

* Anche gli inglesi confermano: Israele pronto all’attacco atomico sull’Iran 08/01/2007. Questo non viene conteggiato, perché non è di Blondet, è un pomp elogio fatto da tale Savino su effedieffe al proprio direttore, per le sue eccellenti capacità divinatorie. Caspita, lo dicono anche gli inglesi che Israele sta per tirare un’atomica su Teheran. Bè, non sono proprio gli inglesi, è il Sunday Times, in un articolo poi smentito dagli interessati e dai fatti.

52. Sempre più vicino l’attacco all’Iran? 17/01/2007. Questa volta Blondet scomoda anche la Madonna di Fatima (c’è un segreto ancora non rivelato, ci assicura effedieffe, e vuoi vedere che pure la Beata Vergine pensava solo ai mullah? ) e Benedetto XVI ( perché ha espresso timore per una "catastrofe atomica" se non lo sa anche lui che stanno per sganciare un fungo su Teheran? Eh, perché?). Oltre alla guerra contro l’Iran, altra previsione azzeccatissima: i sauditi e altri paesi islamici sunniti dell’area stanno per mandare truppe in Iraq, al fine di permettere agli americani di ritirare gran parte del proprio esercito e iniziare le guerre persiane.

52. Un tentato raid israeliano? 21/01/2007. Tre F-16 israeliani stavano per sganciare qualche bomba atomica su Teheran, ma sono stati rinviati indietro da caccia USA. Armageddon la prossima volta. La notizia è sicura, perché l’hanno detta due fonti anonime a tale William Thomas (questo è il suo sito: www.willthomas.net ).

54. La guerra all’Iran pianificata sei anni fa 29/01/2007. E cioè nel 2002, ci assicura Blondet. Cazzo, neanche i conti sa fare. 2007 meno 2002 fa cinque, non sei. Cinque anni fa, Blondet. Comunque per fortuna vanno lenti.

55. Nella propaganda erano più bravi una volta. 01/03/2007. Un gioiello: Israele pianifica un bombardamento atomico sull’Europa, se questa non prende una posizione durissima contro l’Iran. Leggere per credere.

56. Herzliya, genocidi a convegno 05/02/2007.  Di quale genocidio sono colpevoli i zionisti e neocon a convegno? Del milione e rotti di morti iracheni? Per carità, di quello a  effedieffe non  gliene potrebbe fregare di meno. Gli iracheni non contano. Il genocidio è quello iraniano, la cui popolazione sta per essere "incenerita".

57. Verso l’«incidente» nel Golfo Persico 02/03/2007. George Bush ha inviato due portaerei nel Golfo davanti alle coste dell'Iran e una terza sta per arrivare. Tutto è pronto per creare un "incidente" e iniziare la guerra.

58. Superpotenza? 05.03.07. Blondet riporta le opinioni di chi non crede che le portaerei Usa (ora tre) siano state inviate nel Golfo per attaccare l’Iran. Sciocchezze: chi nega che a guerra sia imminente non utilizza le giuste categorie analitiche. "Il ragionamento non tiene conto dell'elemento irrazionalista che domina nei circoli del potere americano, dove il cinismo si coniuga con visioni messianiche ebraiche ed evocazioni di Armageddon." Sarà, ma per fortuna Armageddon quella volta è stato rinviato.

598. I neocon nell’angolo 08/03/2007. E’ fallito il piano neocon di isolare l’Iran, e di creare un’alleanza arabo-sunnita moderata contro l’Iran, la guerra non si fa più, o al massimo la fa Israele da solo. Dopo meno di 2 settimane Blondet cambierà idea.

60. Attacco all’Iran il 6 aprile? 21.03.2007. La guerra si fa di nuovo, e subito: data dell’attacco (6 aprile 2007), con profusione di dettagli (Saranno le squadre di B-52 in decollo dalla base Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, e armate di bombe e missili, a colpire.). La fonte di queste preziose e sicure informazioni, secondo Blondet, sarebbero i servizi russi. In realtà, la fonte è il sito ufficioso del Mossad, Debka files, che secondo me lo sapeva che l’attacco non ci sarebbe stato….

61. Iran, giochi pericolosi (aggiornato) 25.03.07. Viene ribadita la data del 6 aprile per l’inizio della guerra. La cattura dei 15 britannici da parte degli Iraniani è un incidente provocato dai GB per scatenare l’inferno atomico su Teharan, si chiede Blondet? Ora abbiamo la risposta: NO.

62. I servizi russi sull’Iran 28.03.07. Data dell’inizio della guerra non precisabile, ma è questione di pochissimo tempo.

63. Israele: «Guerra questa estate» 01.04.07 Entro l’estate (2007) Israele attaccherà Libano, Gaza e Siria, e subito dopo l’Iran (con armi atomiche).

64. Mancato attacco all’Iran (ed altro ancora) 11.04.07. L’attacco all’Iran il 6 aprile non c’è stato perché Ahmadinejad ha liberato gli ostaggi britannici. Pare di capire che Blondet dica che la guerra non si fa più. Ma dura poco. Dopo qualche giorno è di nuovo con il tamburo in mano.

65. Iran: l’americano scomparso 16/04/2007. Un altro gioiello:  Blondet fa di  un giornalista (maschio, di nome Ira Silverman)   una "donna-chiave nell’apparato di ricerca e disinformazione mediatica contiguo al Mossad",  "attivissima nell'America Jews Congress". In realtà, l'Ira Silverman attivissimo (era un maschio anche lui) nell'America Jews Commitee (non Congress) era un altro, ed è morto nel 1991.  Blondet  trasforma un giornalista in un membro dell'American Jews Congress, e in un disinformatore (anzi disinformatrice, perchè gli cambia sesso) del Mossad, con lo scopo esclusivo di inventarsi dal puro nulla - o meglio dal probabile arresto illegale di un americano in Iran - un ennesimo attacco Israele-Mossad agli adorati mullah. Lo scambio di sesso credo sia dovuto al fatto che Blondet sa che Ira Furstenberg è una donna,  e dunque ha creduto che lo fosse anche Ira Silverman: poi è partito raccontandoci la storia della terribile donna ebrea, con numerosi dettagli, tutti parto della sua fantasia. 

66. «Bush attaccherà l’Iran prima di andarsene» 29/05/2007. Il titolo dice tutto. Mo' è ora che però si spicci, manca poco. 

67. Al Qaeda è tornato!», guarda caso 12/07/2007. Un altro della serie: ci sarà un imminente attentato false-flag e successivo attacco all’Iran. Questione di giorni, perché " il tempo stringe" e "tutto è pronto". Pericolo scampato, avanti il prossimo.

68. In Iran, i curdi già uccidono per gli USA. 16.07.2007. Il titolo dice tutto. 

69. Ex-ministro di Reagan: «Bush prepara un false-flag» 21.07.2007. Bush prepara un attentato da attribuire ai persiani o un "incidente del tipo di quello del Golfo del Tonchino" allo scopo di far tuonare «i cannoni d’agosto» contro l’Iran". Pericolo non del tutto scongiurato. Agosto è passato, ma per l’attentato pare di capire che ci sia tempo fino alla fine del 2008. 

69. Pat Robertson «profetizza» attentato. 29.08. 07. Altro pezzo della serie: ci sarà presto un mega attentato negli USA, con conseguente attacco all’Iran. Per fortuna, anche questa l’abbiamo scampata.

70. Iran: piano di annichilimento: 3. 9. 2007. Uno dei migliori. E’ uno dei tanti pezzi di Blondet scritti con il turibolo (rivolto a se stesso): in questo caso si autoincensa per "aver avuto ragione in anticipo" (?????) sulla guerra contro l’Iran. Per chi è interessato a  numerologia, lottologia e calcoli cabbalistici, c’è la prossima data dell’"incenerimento dell’Iran": anzi, ce n’erano due, " il 3 settembre 2007 o il 1 settembre 2008". Ma la prima è andata. Rimane la seconda. Sicura, questa volta, parola di Blondet.

71. Qualche generale ha sventato un attentato? 15/09/2007 (con fantasiosa aggiunta successiva: 72. Morte di un aviere sotto inchiesta per il B-52: Falso totale. Blue Todd non era sotto inchiesta per l’incidente del B.52) In assoluto, il mio preferito. Cheney avrebbe dato l’ordine di bombardare l’Iran (con armi atomiche), con un (1) B-52 partito direttamente dal Dakota. I generali USA hanno sventato il piano: ora l’attacco all’Iran non è più imminente e presto Cheney si dimetterà per motivi di salute. Entrambe le speranze però svaniscono presto: Cheney sta benissimo e Blondet non la pianta con l’attacco imminente.

73. Perchè l’Iran deve essere bombardato 18. 10.2007 Il titolo dice tutto. 

74. Terza guerra mondiale: fanno sul serio . 22. 10.2007 Il titolo dice tutto. 

75. Iran: i preparativi . 26/10/2007 Il titolo dice tutto. 

76. Una nuova Pearl Harbour? . 10. 11. 2007. L’Enterprise è stata mandata nel Golfo persico per provocare un incidente e iniziare la guerra contro l’Iran.

77. Israele si addestra per l’Iran. In Italia? 21/12/2007 Il titolo dice tutto. 

78. USA bombarda Baghdad. Di nuovo 11.01.2008 Bush ha promesso a Bibi Netanyahu che gli USA saranno a fianco di Israele anche in caso di un attacco nucleare israeliano contro l'Iran: lo ha confermato Netanyahu in un intervista alla "radio israeliana" (colossale bufala diffusa da un sito di nome Presscue, specializzato in falsi e nella manipolazione del  rank di Alexa: non che siano gli unici a farlo, ma questi esagerano, sembrano avere più visite del Washington Post). 

79. L'imbarazzante candidato globale 14.01.2008   Non importa chi verrà eletto presidente degli USA; sia McCain che Clinton che Obama faranno la guerra contro l'Iran. ( Poi Blondet ha repentinamente cambiato idea, e ora Obama guida le forze del bene).

80. I tempi precipitano .31,01.2008  Il titolo dice tutto. Per fortuna, precipitano  piano. 

81. Bush licenzia l'ammiraglio Fallon, 10.03.2008. Perché si opponeva alla guerra contro l'Iran, che ora scoppia. 

82.   Attacco al'Iran? Se ne ritorna a parlare 2.04. 2008. Un altro dei miei preferiti. Questo è l'incipit:  "L’agenzia Novosti, il 30 marzo, ha dato voce ad una «fonte d’alto livello della sicurezza» che dice: «Le ultime informazioni d’intelligence segnalano un’intensificazione dei preparativi militari USA per una operazione dal cielo e da terra contro l’Iran». Il Pentagono, ha aggiunto la fonte, «sta cercando un modo per assestare un colpo che consenta 'di mettere il Paese in ginocchio al minimo costo’»." Blondet e effdieffe hanno fatto un altro errore di data (dev'essere un vizio):  la data di pubblicazione dell'articolo dell'agenzia Novosti infatti  è 27 marzo 2007 (DUEMILAESETTE).  Può essere un errore innocente, dovuto alla sbadataggine di Blondet sulle date ? NO, Blondet sa perfettamente che è un falso, per il banale motivo che aveva riportato  a profusione il pezzo di Novosti un anno fa, quando aveva giurato che il 6 aprile sarebbe scattata la guerra sul suo adorato Ahadinejad.  Ed  aveva citato esattamente lo stesso passo della Novosti, ripreso quest'anno alla lettera e spacciato come datato al 2008 : "Lo riferisce la Novosti: «I più recenti dati di intelligence militare sottolineano un'aumentata preparazione militare per operazioni aeree e terrestri contro l'Iran». Secondo gli esperti di Mosca, il Pentagono non ha ancora preso una decisione definitiva sulla data dell'attacco. Sta ancora studiando «come sferrare un colpo che metta il Paese in ginocchio al minimo costo»." ( Blondet, I servizi russi sull’Iran 28.03.07 ).  Effedieffe non ha una (non troppo nascosta) agenda, vero, Blondet& De Fina? Qualche sbagliettino in buona fede, eh? 

83. Tragicomica ricerca di un pretesto contro l’Iran  6.04. 2008:  Petraeus ha dichiarati che l'Iran appoggia Moqtada al-Sadr [noooooooo, davvero? ma come gli viene in mente,  in fondo Sadr è a Qum, Iran, solo da un anno e mezzo]  per fornire il pretesto a Bush per un attacco all'Iran. 

84. Contro l’Iran, febbrili preparativi. 10.05. 2008.  Il titolo dice tutto. 

85. La settimana dell’Odio anti-Iran. 4.06.2008.  La propangada anti-iraniana sta preparando [adesso? ma l'attacco non doveva scattare 4 anni fa? ] l'opinione pubblica alle imminenti guerre persiane. 

86. Su Israele, parla Khamenei. 5.10.2008.  Blondet ci assicura che questa volta l'attacco all'Iran partirà dall'Iraq. Infatti,scrive il giullare degli ayatollah, "A Baghdad intanto, il governo iracheno ha firmato con gli USA un accordo militare, in base al quale gli americani si danno il diritto di attaccare dal territorio iracheno ogni altro Paese che considerino «una minaccia»."  Vero? falsissimo, naturalmente. Come tutti, tranne i fedeli della religione blondettiana, sanno, il governo iracheno non ha firmato proprio niente, e in ogni caso sia gli USA che l'Iraq hanno precisato che il punto in questione non è assolutamente previsto nella bozza d'accordo. 

87. «Attacchiamo l’Iran perchè è debole». 3.07.2008. Il titolo dice tutto. 

88.  Teheran tratta, Israele all’angolo.  3.07.2008 "Il regime iraniano ha accettato di congelare per sei settimane l’arricchimento dell’uranio", ma la Lobby non si ferma nei suoi preparativi bellici, nonostante l'opposizione di Gate e Mullen. La prima notizia è falsa, il governo iraniano non ha accettato proprio niente, la seconda non si sa: in fondo la Lobby ha tempo fino al giorno del Giudizio per scatenare la guerra "imminente". 

89. La moralità dell'Occidente 11.07.2008.  E con questo, si chiude davvero in bellezza. Oltre a ripetere la propria  profezia sul bombardamento che arriverà presto, Blondet ed effedieffe insinuano le foto dei missili sarebbero state falsificate dai media occidentali e non dall'Iran che le ha fornite. Come se non bastasse, il cantore dei mullah aggiunge che sarebbero state le stesse fonti occidentali, e non i suoi eroi, a diffondere la bufala dei missili con 2000 km di gittata. Da non credere ai propri occhi: in confronto ad effedieffe, Press TV è un sito obiettivo e anche critico nei confronti di Teheran. Quello che più sgomenta sono i commenti dei fedeli di Blondet, i quali invece di sbeffeggiarlo si complimentano per questa grande pagina di giornalismo e per il coraggio della verità di cui dà prova. 

[3] Immaginiamo comunque  che anche il plagio vada a maggior gloria del Signore e serva a combattere le orde sataniche dell'ebraismo, visto che effedieffe inaugura la propria edizione internazionale pubblicando come proprio editoriale un articolo  di  Uri  Avenry,  dopo aver  debitamente provveduto a cancellare il nome dell’autore e averci schiaffato il proprio copyright sotto.  Dopo sono un po' migliorati: lasciano di solito il nome dell'autore (a volte cade per sbadataggine ma nessuno è perfetto), non mettono nessun link alla fonte originale e rigorosamente sbattono il copyright di effedieffe ("tutti i diritti riservati")  su articoli copiati da altri siti (e questo per di più su un sito commerciale) , in barba non solo a qualsiasi legislazione sulla stampa, ma anche alla più elementare decenza.  Questo giusto per far capire la correttezza a tutto tondo di questi signori.  

[4] Il che non significa che Blondet sia, in senso tecnico, antisemita, non nel senso razziale in cui lo era Hitler, almeno: infatti Blondet  ha precisato che  "ciò che c’è di malvagio in tanti di loro [ebrei]" è  " la loro educazione, istruzione «religiosa» discriminante, che disumanizza gli altri", e non un fattore biologico. E dunque con tanta buona volontà anche gli ebrei possono  correggersi. Ciò non toglie che poi Blondet si premuri regolarmente di segnalare l'origine ebraica (e non l'appartenenza religiosa)  dei cattivacci di turno.  E comunque a rendere malvagi, secondo la dottrina di effedeffe, è una religione (l'ebraismo) e non il sionismo.  E l'ebraismo che va "combattuto", insegna Blondet:  occorre, bontà sua, non sterminare la comunità ebraica , "ma combatterne la mentalità, forzarla a rettificare il suo sistema di credenze, criticare il suo modus operandi, nella speranza che essa torni a confluire nella famiglia umana. (da cui evidentemente ora la stragrande maggioranza degli  ebrei è esclusa). Non commento  neanche: ribadisco che  le idee di Blondet -  queste sì abominevoli agli occhi di chiunque appartenga alla "famiglia umana" - trovano spazio a sinistra e vengono contrabbandate per antimperialismo. 

[5] Si tratta del commento ad una "notizia" (si fa per dire) diffusa dal sito di propaganda iraniano Press TV e sciaguratamente ripresa da moltissimi siti di alternative news. Sul quotidiano israeliano Ma'ariv era apparso che tale Shmoel Avivi, un ufficiale israeliano in pensione e attuale trafficante d'armi, aveva aperto una ditta in Iraq e vendeva armi anche a non meglio identificati "terroristi". Fine della notizia. Ovviamente la TV propagandistica dei mullah aveva aggiunto di suo "Fonti irachene hanno annunciato che gli attacchi terroristici in Iraq sono stati appoggiati dalle agenzie di intelligence CIA e Mossad e da agenti segreti dell’ex regime iracheno. Precedentemente il presidente della Commissione per la Sicurezza del parlamento iracheno, Hadi Ameri, aveva accusato i soldati occupanti di dirigere segretamente gli attacchi terroristici e di formare squadre della morte in Iraq".

Niente di nuovo: gli iraniani e il governo fantoccio iracheno accusano regolarmente gli "ex-agenti del governo Baath" - in combutta con il Mossad - di ogni nefandezza. Naturalmente, oltre a Blondet nessun'altro al mondo si spera potrà credere a un'alleanza CIA-Mossad-Baath: gli "ex-agenti del regime " di Saddam vengono impiccati ad uno ad uno dagli occupanti e dai loro servi filo-persiani proprio per aver resistito a decenni di aggressione sionista. E chi è Hadi Ameri, questo fior fiore di fonte informativa? E' il capo delle genocide Brigate badr, ritornate dall'esilio iraniano in Iraq insieme con i carri armati americani e colpevoli di una totale pulizia etnica nel sud dell'Iraq (hanno cominciato massacrando i piloti dell'esercito iracheno che avevano combattuto durante la guerra Iraq-Iran e poi non si sono più fermati). Verosimilmente, i siti che hanno postato questa chicca disinformativa non sapevano chi fosse Hadi Ameri. Blondet invece lo sa. "Ameri è anche il capo della milizia Badr sciita, ed è stato subito accusato dagli USA di ricevere milioni di dollari dall’Iran. Ma in Iraq è comune la convinzione che la strategia della tensione irachena sia alimentata, oltre che da agenti del passato regime, dalla CIA e dal Mossad. " Qui davvero la mente vacilla: neanche Khomeini saprebbe arrivare a tanto. Ovviamente che gli USA abbiano immediatamente accusato questo delinquente i ricevere soldi dall'Iran è un infiocchettamento blondettiano. E in ogni caso c'è poco da accusare. Le Badr Brigades sono guidate direttamente dall'Iran, dove hanno trascorso decenni prima di tornare in Iraq grazie agli USA. E il líder maximo delle Badr Brigades e dello SCIRI è stato ricevuto  da Bush con tutti gli onori alla casa Bianca. Chi ha pubblicato invece i libri paga iraniani delle Brigate Badr e dei loro criminali leader sono i siti nazionalisti e vicini alla resistenza.

Ormai inarrestabile, Blondet accusa gli "agenti del passato regime", in combutta con CIA e Mossad, del massacro della classe dirigente irachena. Piccolo particolare omesso: ci sono centinaia di testimonianze dei parenti delle vittime, e TUTTI accusano Badr brigades and Mahdi army della carneficina, compiuta nella più totale impunità, sotto lo sguardo benevolo, e spesso con l’aiuto attivo, degli occupanti USA e GB. Aggiungiamo che ci sono milioni di profughi iracheni in Giordania e in Siria; basta leggere le loro dichiarazioni, e così si vede se sono dovuti fuggire dalla persecuzione degli ex-baathisti o a quella delle settarie milizie sciite che Blondet tanto ama. E lo scopo del massacro pare evidente anche a un cieco: per poter creare la repubblica del terrore sciita in Iraq occorreva eliminare la classe dirigente e anche il ceto medio, che avevano costituito il nerbo e la struttura portante dell'Iraq laico e baathista. Quale interesse potrebbero invece avere gli "agenti del passato regime" ad eliminare i propri stessi seguaci è un profondo mistero su cui peraltro Blondet non fornisce alcun chiarimento. In ogni caso, l'utilizzo da parte di Blondet delle vittime massacrate e torturate dagli squadroni della morte filo-iraniani per glorificare i loro torturatori e assassini è semplicemente rivoltante (per usare un eufemismo).

[6] Secondo Blondet, al-Sadr è "un vero nazionalista iracheno (si arruolò volontario nell’esercito di Saddam nella ultima guerra contro gli USA)" . Naturalmente, tanto per cambiare, quella dell'arruolamento di al-Sadr è una bufala. E, visto che a Blondet pareva poco, subito dopo ha aggiunto che Moqtada è arruolato due volte volontario nelle guerre contro gli USA (1991 e 2003). Per questa gemma informativa non sembra neppure esserci una qualsiasi fonte, neppure nei siti più accanitamente pro-sadristi. Si tratta di una pura e semplice invenzione, a maggior gloria del carnefice dell'Iraq e del suo legittimo Presidente: basta dare un'occhiata alla stampa di quattro anni fa. Sadr ha accolto gli americani come liberatori, si è prosternato ai loro piedi, e ancora nel novembre 2003 ha mandato un messaggio di congratulazioni agli occupanti. Google e yahoo sono a disposizione di tutti. In quanto alla prima guerra contro l'Iraq, non c'è la benché minima notizia su che cosa facesse l'adolescente al-Sadr all'epoca (verosimilmente sarà stato in Iran, dove pare abbia trascorso molti anni, vista anche l'estrema difficoltà che ha ad esprimersi in arabo). Dopo, andava a giocare ai video games a Najaf (ed era soprannominato Moqtada play station).  Ora, perchè Blondet si debba inventare queste balle per esaltare un genocida settario è un altro mistero che andrebbe chiarito.

In occasione degli scontri di Bassora, Blondet ha ribadito  che il "patriota" al :Sadr si  è arruolato nell'esercito iracheno  nella guerra del  2003:  sfidiamo effedieffe e Blondet non a provare che questo scrivono  è vero (questo è davvero impossibile: ripeto, basta dare una scorsa a google per scoprire che Sadr nel 2003 ha RINGRAZIATO gli invasori per aver liberato l'Iraq dal tiranno Saddam), ma almeno che Blondet ha citato un falso altrui e non si è inventato dal nulla  questa ennesima bufala. Nell'ultimo peana ad al-Sadr e ai suoi squadroni della morte, Blondet arriva a dire che al-Sadr, massimo responsabile della pulizia etnica di Baghdad e del sud dell'Iraq, "è anche quello che ha più reclamato la fine delle violenze settarie".

[7] Questa è la mia email spedita al dott. De Fina in data 2/06/2006 :

Caro Fabio,

va bene la scorrettezza giornalistica, ma a tutto ci deve pur essere un limite. Oggi avete pubblicato la sedicente traduzione di un pezzo del Tribunale Brussells, senza alcun link al testo originale. http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1225&parametro=esteri

I vostri lettori sono portati a credere:
1.che il Tribunale Brussells mandi i propri pezzi al dr. Blondet, di cui invece non sospetta neanche lontanamente l'esistenza (e se la sospettasse non credo glieli manderebbe).
2. che la traduzione risponda all'originale. Magari qualche lettore particolarmente sagace può sospettare qualche intervento censorio, vista la frequenza delle parentesi con tre puntini dentro, ma nessuno al mondo potrebbe immaginare che il dr. Blondet abbia fatto anche delle aggiunte all'originale. Invece non solo il dr. Blondet è intervenuto con le forbici, fino a snaturare in gran parte il significato del pezzo, ma anche con la penna, e ha scritto parti assenti nel testo originale, spacciandole come autentiche e scadendo pure nel grottesco: "Among the 67 names he gave, only 14 were Arabs, the rest were Kurds, mainly from Barzani (president of Kurdistan's party). Two were Jews, and one Iranian" viene reso dal dr. Blondet :" Tra i 67 nomi che ha dato, solo 14 sono arabi, gli altri per lo più curdi, membri del partito Barzani. Due erano ebrei, uno iraniano. Interessanti cooperazioni nel satanico". Quest'ultima frase è assolutamente assente nell'originale.
Il tutto viene completato da una nota comica: Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.

L'articolo in questione è stato pubblicato per primo da uruknet, cui l'ha inviato il Tribunale Brussells. http://www.uruknet.info/?p=m23795 Se vi fa schifo mettere il link a Uruknet, mettetelo a Globalresearch, che l'ha pubblicato due giorni dopo: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=20060608&articleId=2606 (anche Chossudowsky l'ha ricevuto dal BT).

Ma mettete un link al testo autentico, così i vostri lettori potranno, se vogliono, controllare la correttezza della "traduzione" del dr. Blondet. E scrivete che si tratta non di una traduzione, ma di una libera (molto libera) interpretazione del dr. Blondet. Ovviamente il testo originale della Palestina non parla assolutamente. Spero di essere esonerata da qualsiasi commento. Comunque, se non intervenite, sarò costretta ad avvisare il Brussells Tribunal: purtroppo questa patacca circola in numerosissime liste.

Ciao,

Paola
[8] Questi sono alcuni brani del peana levato a Bush dal De Fina in occasione della seconda vittoria elettorale (numero di iracheni massacrati, all’epoca, secondo The Lancet: 100.000. Il milioncino successivo è arrivato a seguito della rielezione: oh, bazzeccole, per uno " schierato dalla parte dei "buoni": chissà i "cattivi" che cosa fanno).
Intendiamoci: non siamo così sprovveduti da vedere in Bush la reincarnazione di san Luigi IX; pensiamo però che la sua vittoria mantenga in vita un certo clima ostile nei confronti delle forze più spinte della sovversione morale, con ricadute positive anche nel nostro paese.

Sicuramente Bush junior è meglio di Bush senior; quest’ultimo infatti teneva sotto tutela, come vicepresidente, per conto dei "poteri forti" (vedasi ebraismo post biblico talmudico- cabalistico e la sua creatura, la Massoneria) Ronald Reagan per impedirgli di fare troppo bene, era un iniziato settario di rango elevato (Skull and Bones) un ex direttore della CIA (e nessuna istituzione, in USA, è più organica ai progetti dei summenzionati poteri della nota Agenzia); per il frequente rapporto di controdipendenza che c’è tra padri e figli probabilmente Bush junior si trova schierato involontariamente dalla parte dei "buoni" […] Con grande intuizione, più tipica dell’uomo d’affari che (per fortuna sua e nostra) del politico di professione, Berlusconi ha scommesso sul rapporto anche di amicizia personale con un Bush spernacchiato, criminalizzato, demonizzato, come raramente è accaduto ad altri avversari politici, dalla sinistra – centro nostrana.

Si è così conquistato, solo contro tutti, un importante credito con l’uomo, almeno sulla carta, più potente del mondo, che potrà pesare nelle prossime elezioni politiche già considerate vinte dall’Ulivo. Berlusconi rappresenta il meglio espresso in politica estera dall’Italia nel dopoguerra.


:: Article nr. s8182 sent on 14-jul-2008 21:08 ECT

www.uruknet.info?p=s8182



:: The views expressed in this article are the sole responsibility of the author and do not necessarily reflect those of this website.

The section for the comments of our readers has been closed, because of many out-of-topics.
Now you can post your own comments into our Facebook page: www.facebook.com/uruknet




Warning: include(./share/share2.php): failed to open stream: No such file or directory in /home/content/25/8427425/html/vhosts/uruknet/colonna-centrale-pagina-ansi.php on line 385

Warning: include(): Failed opening './share/share2.php' for inclusion (include_path='.:/usr/local/php5_6/lib/php') in /home/content/25/8427425/html/vhosts/uruknet/colonna-centrale-pagina-ansi.php on line 385



       
[ Printable version ] | [ Send it to a friend ]


[ Contatto/Contact ] | [ Home Page ] | [Tutte le notizie/All news ]







Uruknet on Twitter




:: RSS updated to 2.0

:: English
:: Italiano



:: Uruknet for your mobile phone:
www.uruknet.mobi


Uruknet on Facebook






:: Motore di ricerca / Search Engine


uruknet
the web



:: Immagini / Pictures


Initial
Middle




The newsletter archive




L'Impero si è fermato a Bahgdad, by Valeria Poletti


Modulo per ordini




subscribe

:: Newsletter

:: Comments


Haq Agency
Haq Agency - English

Haq Agency - Arabic


AMSI
AMSI - Association of Muslim Scholars in Iraq - English

AMSI - Association of Muslim Scholars in Iraq - Arabic




Font size
Carattere
1 2 3





:: All events








     

[ home page] | [ tutte le notizie/all news ] | [ download banner] | [ ultimo aggiornamento/last update 28/08/2019 00:45 ]




Uruknet receives daily many hacking attempts. To prevent this, we have 10 websites on 6 servers in different places. So, if the website is slow or it does not answer, you can recall one of the other web sites: www.uruknet.info www.uruknet.de www.uruknet.biz www.uruknet.org.uk www.uruknet.com www.uruknet.org - www.uruknet.it www.uruknet.eu www.uruknet.net www.uruknet.web.at.it




:: This site contains copyrighted material the use of which has not always been specifically authorized by the copyright owner. We are making such material available in our efforts to advance understanding of environmental, political, human rights, economic, democracy, scientific, and social justice issues, etc. We believe this constitutes a 'fair use' of any such copyrighted material as provided for in section 107 of the US Copyright Law. In accordance with Title 17 U.S.C. Section 107, the material on this site is distributed without profit to those who have expressed a prior interest in receiving the included information for research and educational purposes. For more info go to: http://www.law.cornell.edu/uscode/17/107.shtml. If you wish to use copyrighted material from this site for purposes of your own that go beyond 'fair use', you must obtain permission from the copyright owner.
::  We always mention the author and link the original site and page of every article.
uruknet, uruklink, iraq, uruqlink, iraq, irak, irakeno, iraqui, uruk, uruqlink, saddam hussein, baghdad, mesopotamia, babilonia, uday, qusay, udai, qusai,hussein, feddayn, fedayn saddam, mujaheddin, mojahidin, tarek aziz, chalabi, iraqui, baath, ba'ht, Aljazira, aljazeera, Iraq, Saddam Hussein, Palestina, Sharon, Israele, Nasser, ahram, hayat, sharq awsat, iraqwar,irakwar All pictures

 

I nostri partner - Our Partners:


TEV S.r.l.

TEV S.r.l.: hosting

www.tev.it

Progetto Niz

niz: news management

www.niz.it

Digitbrand

digitbrand: ".it" domains

www.digitbrand.com

Worlwide Mirror Web-Sites:
www.uruknet.info (Main)
www.uruknet.com
www.uruknet.net
www.uruknet.org
www.uruknet.us (USA)
www.uruknet.su (Soviet Union)
www.uruknet.ru (Russia)
www.uruknet.it (Association)
www.uruknet.web.at.it
www.uruknet.biz
www.uruknet.mobi (For Mobile Phones)
www.uruknet.org.uk (UK)
www.uruknet.de (Germany)
www.uruknet.ir (Iran)
www.uruknet.eu (Europe)
wap.uruknet.info (For Mobile Phones)
rss.uruknet.info (For Rss Feeds)
www.uruknet.tel

Vat Number: IT-97475012153